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PROVA SU STRADA

Volkswagen T-Roc: piccolo grande crossover

di Aldo Tagliaferro -

22 novembre 2018, 15:08

Volkswagen T-Roc:  piccolo grande crossover

A un anno di distanza dal lancio riprendiamo in mano T-Roc, il crossover di Volkswagen. La sua figura ormai ci è familiare (le immatricolazioni di ottobre erano a livello di 500X, leader di mercato...) ma ci stupisce che la quasi totalità di T-Roc in circolazione non abbia la colorazione bicolore. Anzi: per lo più sono in livree scure particolarmente «serie» pur se impreziosite dai bei led di posizione. Peccato: il bi-colore e gli inserti sulla plancia in tinta sono una griffe riuscita e originale.

Però la sostanza la ritroviamo tutta in questa Golf vestita da «Suvvino». Rispetto a sua Maestà Golf con cui condivide il pianale ha qualche plastica un po' più rigida ma nella guida di tutti i giorni è una certezza: sistemi di sicurezza da ammiraglia (di serie), guidabilità da berlina sia nel misto che in tangenziale. Il motore (il 2.0 turbodiesel da 150 Cv del Gruppo Volkswagen buono per tutte le stagioni) è una garanzia assoluta, dalle prestazioni ai consumi, 18 con un litro senza fatica; il cambio automatico doppia frizione Dsg pure, senza contare la strumentazione digitale, la frenata d'emergenza o l'adaptive cruise control: difficile trovare in questo segmento la qualità di Wolfsburg.

Certo, il conto lievita e il nostro esemplare Advanced supera i 34mila euro, un'enormità rispetto ai 23mila euro della versione base 1.0 benzina ma adeguata a contenuti (c'è anche la trazione integrale).

Nella vita di tutti i giorni si apprezzano la praticità del bagagliaio e l'ergonomia tipicamente tedesca (tutto sempre al posto giusto). Nonostante i 4 metri e 23 abbastanza compatti non è semplicissima invece la manovra: la visibilità non è ottimale e occorre aiutarsi con i sensori.