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LIBRI

Cazzullo: ripartire dall'Italia della ricostruzione

L'ultimo volume del giornalista presentato da Feltrinelli insieme al direttore Brambilla

di Michele Ceparano -

23 novembre 2018, 22:45

Cazzullo:  ripartire dall'Italia della ricostruzione

L'Italia della ricostruzione: anni da leggere, ma anche da ascoltare. Per trarre, da quei racconti, i frutti migliori. Ha usato la frase pronunciata da Rossella O'Hara alla fine di «Via col vento», per intitolare il suo libro edito da Mondadori: «Giuro che non avrò più fame. L'Italia della ricostruzione». Ieri l'autore, inviato ed editorialista del «Corriere della sera», Aldo Cazzullo, ha presentato il suo ultimo libro a Parma alla libreria Feltrinelli di via Farini, assieme al direttore della Gazzetta di Parma Michela Brambilla, di fronte a un pubblico interessato che ha apprezzato moltissimo, oltre ai numerosi aneddoti raccontati da Cazzullo, anche le letture dal libro offerte grazie al talento di Raffaele Rinaldi, che si è destreggiato al meglio perfino cantando. Quella tratteggiata da Cazzullo con precisione storica e gusto del racconto tipicamente giornalistico, è un'Italia del passato, tenace e pronta a sacrificarsi, tutte qualità che servirebbero anche oggi.

Dopo l'introduzione del direttore della Feltrinelli Roberto Ceresini, che ha ringraziato Cazzullo per le sue parole «in difesa di librai ed edicolanti», Brambilla ha chiesto all'autore perché abbia messo nero su bianco questo «campanello d'allarme».

«I giovani d'oggi - ha risposto Cazzullo - troppo spesso non sanno nulla di ciò che hanno fatto i loro padri e i loro nonni. Come ignorano, ad esempio, chi fosse De Gasperi, o cosa fosse accaduto alle Fosse ardeatine. A me, ad esempio, mio nonno raccontava la sua giovinezza. E' infatti importante ripristinare la trasmissione della memoria». Dalla voce di Rinaldi ha così preso vita la galleria di personaggi raccontata da Cazzullo: oltre a De Gasperi, Togliatti, Zoff, il maestro Riccardo Muti, Guareschi, suor Enrichetta Alfieri, l'angelo di San Vittore graziata da Mussolini. E poi, tra i tanti, Indro Montanelli, Pippo Baudo, Renzo Arbore, Cesare Romiti, Giovanni Trapattoni e Andrea Camilleri, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Anna Magnani, Roberto Rossellini, Bartali e Coppi, «due che erano avversari leali e che mai furono nemici». Ma anche Lina Merlin, Adriano Olivetti, Enrico Mattei e quella Teresa Mattei che «non ebbe timore di scontarsi con Togliatti». Attraverso le loro vite, e quelle di tanti altri uomini e donne, è tornata a vivere un'Italia che non si è mai arresa alle difficoltà, un'eredità da cui si può e, in qualche modo, si deve ripartire. «Ma se i giovani d'oggi - è stata la domanda di Brambilla - sono così avvolti dal pessimismo e dall'ignoranza, non è anche colpa nostra?».

Cazzullo ha risposto pescando di nuovo nello scrigno dei ricordi, quando sua nonna lo obbligava «a mangiare con il pane. I nostri nonni, infatti, volevano, come Rossella O'Hara, che mai noi potessimo patire la fame». Erano lungimiranti, qualità che manca quasi del tutto al giorno d'oggi. Ma questa Italia può risollevarsi? Secondo Cazzullo sì, a patto che tenga ben presente che «essere italiani è un'opportunità, ma anche una responsabilità».