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Aemilia: giudici senza scorta, Libera "garantire sicurezza"

Preoccupazione dopo sequestro Poste e intimidazione a legale

27 novembre 2018, 20:03

Aemilia: giudici senza scorta, Libera

Due giudici del collegio che il 31 ottobre ha pronunciato a Reggio Emilia la sentenza del processo di 'Ndrangheta 'Aemilià non hanno una scorta assegnata. Si tratta di Francesco Maria Caruso, attuale presidente del tribunale di Bologna e di Andrea Rat. La circostanza, secondo quanto si apprende da ambienti giudiziari, desta preoccupazione soprattutto dopo alcuni recenti episodi, letti come un crescendo di tensione, in seguito alla sentenza: tra questi, il gesto di Francesco Amato, imputato condannato che il 5 novembre è rimasto asserragliato per ore in un ufficio postale, prendendo ostaggi, e l’intimidazione ricevuta ieri dall’avvocato Rosario Di Legami, amministratore giudiziario di molti dei beni sequestrati nel processo. Al suo studio palermitano è stata recapitata una busta con escrementi.
Si tratta di episodi da decifrare, ma «in generale, a persone che hanno responsabilità di questo tipo (come i giudici, ndr) va garantita la massima sicurezza», dice Daniele Borghi, referente di Libera in Emilia-Romagna, che ha seguito dall’inizio il processo concluso con condanne per oltre 1.200 anni di carcere. Per Borghi «sono segnali preoccupanti: 1.200 anni di carcere sono tanti, è abbastanza naturale che ci sia tensione». Il presidente Caruso, contattato in merito, non ha voluto fare dichiarazioni.