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Barilla: "Scelte dei consumatori importanti per l'urgenza dei problemi alimentari" Video

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28 novembre 2018, 17:39

Barilla:

La sostenibilità del sistema alimentare e le scelte per metterla in pratica sono al centro del forum del Barilla Center for Food&Nutrition, all'Hangar Bicocca di Milano. La diretta in streaming:  

La Francia è il Paese più virtuoso al mondo dal punto di vista della sostenibilità del sistema alimentare e del reddito.

E’ quanto emerge della terza edizione del 'Food Sustainability Index (Fsi)', l’indice che analizza le performance di 67 Paesi, sviluppato dal Barilla Center for Food&Nutrition (Bcfn) in collaborazione con The Economist Intelligence Unit, che è stato presentato al nono Forum della fondazione Bcfn all’Hangar Bicocca a Milano. Le performance vengono calcolate sulla base di tre criteri: spreco di cibo, agricoltura sostenibile e sfide nutrizionali. Secondo la ricerca, la Francia è il Paese che ha adottato maggiormente politiche concrete per la riduzione dello spreco, sia a livello industriale che domestico, in un mondo dove circa un terzo di tutta la produzione globale di cibo viene buttata via. Tra i Paesi a basso reddito, il Ruanda mostra la performance complessivamente migliori. Se da una parte - secondo l’analisi - le abitudini alimentari del Paese africano sono caratterizzate da diete a basso contenuto di zuccheri, grassi saturi e sodio, dall’altro lato, la denutrizione è elevata (41,1% della popolazione, secondo i dati della Fao) così come la ridotta altezza per età causata proprio dalla malnutrizione cronica tra i bambini sotto i cinque anni. Il Ruanda si distingue però per le sue pratiche agricole virtuose, come la sostenibilità dei prelievi di acqua destinata all’agricoltura proveniente da fonti rinnovabili. Un indicatore fondamentale, perché l’agricoltura è responsabile nel mondo del 70% dei prelievi globali di acqua dolce. Tra i 23 Paesi a medio reddito, la Colombia quello che si distingue maggiormente in agricoltura sostenibile e sfide nutrizionali.

GUIDO BARILLA: "LE SCELTE DEI CONSUMATORI POSSONO FAR CRESCERE L'URGENZA DEI PROBLEMI AMBIENTALI". Per fare crescere il livello di «urgenza» dei problemi ambientali e della sostenibilità alimentare sono fondamentali le «scelte della gente che fa la spesa, perché sono le scelte di molti a costringere» le industrie ai cambiamenti. Lo ha detto oggi Guido Barilla nel suo intervento al nono forum su sostenibilità e alimentazione della fondazione Barilla Center for Food and Nutrion, da lui presieduta, in corso all’Hangar Bicocca a Milano.
«La plastica è uno dei più grandi problemi del pianeta - ha aggiunto - eppure la gente non sembra preferire il legislatore che mette al primo posto temi legati alla sostenibilità" alimentare. Secondo Barilla è «d’obbligo» fare leva «sull'emozione. Muove molto di più le corde la foto di un orso che muore con di fianco una bottiglietta di plastica che un forum intero sulla nutrizione».

"LE POLITICHE DEL GOVERNO SULLA SOSTENIBILITA'? NON NE HO IDEA". «Non ho idea di quali siano le politiche del governo» italiano in tema di sostenibilità ambientale e alimentare, ma «probabilmente al momento ci sono problemi più grandi da gestire». Guido Barilla lo ha detto rispondendo a una domanda durante il Forum su sostenibilità e alimentazione della fondazione Barilla Center for Food and Nutrition. L'imprenditore ha sottolineato che in genere il legislatore non «ha in mente l’urgenza di questi argomenti». Secondo l'imprenditore «il politico medio si siede, ascolta, ed è apparentemente interessato, ma uscito dalla stanza, i temi di cui parliamo noi, non sono 'at the top of the list’ (in cima alla lista, ndr), ma una delle tante cose a cui è interessato». 

"SI' A PROGETTI NELLE SCUOLE LEGATI AL CIBO". Con dei «progetti ben costruiti dagli educatori» nelle scuole, si potrebbero formare i ragazzi fin dalle prime classi rendendoli consapevoli dell’"urgenza» di affrontare «temi legati al cibo, come l’agricoltura, il clima, l'economia legata all’agricoltura». Il legislatore però «non si occupa di questi argomenti». Ne è convinto Guido Barilla, secondo cui «formare nuovi percorsi di studio sarebbe un investimento straordinario».
«Noi studiamo le Crociate nella nostra carriera scolastica - ha continuato - ma nè noi nè i nostri figli abbiamo avuto una formazione di nessuna natura, nelle scuole dell’obbligo, riguardo agli argomenti di cui abbiamo parlato oggi». L'impressione dell’imprenditore è che il mondo non «stia scegliendo movimenti politici particolarmente sensibili a queste cose». Infine ha affermato: «Ieri ho visto una pubblicità italiana che invita la persona a mangiare senza pensare. Viviamo ancora in questa cultura».