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Pistola puntata alla testa: rapina nella villa di un imprenditore vinicolo

29 novembre 2018, 16:04

Pistola puntata alla testa: rapina nella villa di un imprenditore vinicolo

Una rapina è stata commessa stamani Cella Monte (Alessandria) nella villa di un noto imprenditore vinicolo del Monferrato, Riccardo Coppo, 55 anni. Ad agire, secondo le prime indagini, è stato un gruppo di tre o quattro persone armate di pistola, che hanno fatto irruzione in un momento in cui, oltre a Coppo, erano presenti degli ospiti.
A svolgere le indagini sono i carabinieri.
I rapinatori, con il volto coperto, sono entrati nell’azienda vinicola (annessa all’abitazione) a piedi e si sono nascosti nel capannone dei trattori, dove hanno bloccato due dei tre amici di Coppo. Poi, insieme a loro, si sono introdotti nella villetta e sono saliti con l’imprenditore al piano rialzato, facendosi consegnare contanti e preziosi per circa 30-40mila euro. Ritornati al piano terra e chiuse le vittime nella stanza - senza usare violenza - sono fuggiti con il fuoristrada Cherokee di uno degli ospiti.
Uno dei rapinatori era armato e parlava italiano con un forte accento straniero.
I carabinieri hanno esteso le indagini alle province di Asti e di Torino.

«Mi hanno puntato una pistola alla testa, dicendomi di tirare fuori la roba di valore. Ho risposto di non essere un milionario e di avere solo pochi orologi che colleziono fin da ragazzo. E non ho nemmeno un’altra cassaforte, nonostante loro continuassero a sostenere 'sappiamo che ce l’hai, perchè sappiamo che lavoro fai». Così l'imprenditore vinicolo Riccardo Coppo, 55 anni, racconta la rapina che ha subito stamani nella sua abitazione - annessa all’azienda agricola - a Cella Monte (Alessandria).
Ad agire sarebbe stato un gruppo di tre o quattro persone. Al momento dell’irruzione, alle 8:30, in casa con Coppo c'erano tre amici che stavano prendendo un caffè.
«Mi hanno portato via - dice l’imprenditore - anche l'orologio che avevo al polso e una catenina al collo di un certo spessore. A chi era con me, i soldi che avevano nel portafoglio. Poi ci hanno rinchiusi tutti nella camera da letto, fortunatamente senza picchiarci. Mi spiace molto per i miei amici, soprattutto per quel ragazzo giovane che ogni tanto viene a darmi una mano».