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EDITORIALE

Sparare ai ladri dopo aver subìto 38 furti. È giusto?

29 novembre 2018, 15:33

Sparare ai ladri   dopo aver subìto 38 furti. È giusto?

Martedì sera il signor Fredy Pacini, 57 anni, commerciante di gomme, è andato a dormire - come ormai fa da tempo - nel suo magazzino di Monte San Savino, in provincia di Arezzo. Verso le 4 del mattino di mercoledì, è stato svegliato da alcuni rumori. Si è alzato dalla sua branda e ha visto due ladri che, impugnando ciascuno un piccone, entravano nel suo deposito. Ha allora impugnato la sua pistola, una semiautomatica, e ha fatto fuoco, mirando alle gambe. Una pallottola ha però reciso un'arteria di uno dei due sgraditi visitatori, un moldavo di 29 anni, che è morto dissanguato. L'altro ladro è riuscito a scappare. Il commerciante è ora indagato per eccesso colposo di legittima difesa.

Questo il racconto. Ora, due domande, che senz'altro il lettore si sarà posto. Perché il commerciante dormiva in magazzino? E perché aveva una pistola? La risposta è una sola: perché Fredy Pacini aveva già subìto 38 (trentotto) furti per un totale di duecentomila euro fra denaro e merci. Ecco perché dormiva in magazzino. Ecco perché era esasperato, al punto da sparare.

È questa la soluzione allo stillicidio di furti? Alla paura dei ladri? No, il Far West non è auspicabile. Ma diventa purtroppo inevitabile se i cittadini non sono protetti dallo Stato, e restano alla mercé di delinquenti che quando vengono arrestati (se vengono arrestati) escono dopo poche ore.