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IL DISCO

“Street legal”, Dylan da riscoprire

di Michele Ceparano -

01 dicembre 2018, 07:05

“Street legal”, Dylan da riscoprire

Divise la critica, ma è un album che fu poi molto rivalutato. Ha compiuto quarant'anni “Street legal”, che Bob Dylan pubblicò nel 1978. Certo, riprendere la produzione in studio dopo un capolavoro come “Desire” non deve essere stato per nulla facile. Ma “Street legal” - gioco di parole che si può tradurre come una variante di “cool”, figo - rappresenta un po' uno spartiacque tra il vecchio periodo, quello più glorioso per il menestrello de Minnesota e il nuovo, almeno quello che vedrà il cantautore statunitense abbracciare la fede cristiana (la tetralogia formata da “Slow train coming”, “Saved”, “Infidels” e “Shot of love”).
Un disco sicuramente sofferto “Street legal”, che riflette il divorzio dalla moglie Sara Lownds, quella cui dedicò perle come “Sad eyed lady of the lowlands”, che occupava un'intera facciata di “Blonde on blonde”, e, appunto, “Sara”. Inoltre, il destino di questo album è quello, ancora oggi, di essere tra quei lavori che vanno riscoperti. Così, un po' a prescindere. Quarant'anni dopo, però, chi non lo avesse mai ascoltato colga l'occasione per farlo. Al contrario di quanto alcuni scrissero, in molti brani si ritrova il vero Dylan. Da “Changin' of the guards”, brano autobiografico d'apertura sottolineato dal virtuosismo del sax, al country-blues di “New pony”. Bel brano d'amore “No time to think”, un po' meno sentito “Baby stop crying”. Seguono due perle: “Is your love in vain”, che Dylan riproporrà l'anno dopo nel doppio dal vivo “At Budokan” e per cui si prenderà, al pari di Neil Young sei anni prima con “A man needs a maid”, accuse di maschilismo, sessismo etc., e “Senor (Tales from yankee power)” in cui rivivono le atmosfere legate al Messico di “Pat Garrett & Billy the Kid” o di “Desire”. Niente male anche i brani con cui il disco si avvia alla fine: “True love tends to forget”, “We better talk this over” e “Where are you tonight (Journey through dark heat)” dove affiora, come in tutto l'album, la storia, ormai finita, con Sara.
P.S. sulla copertina. L'autore di questo pezzo, che comprò questo album all'incirca nel 1982, all'inizio fu attratto dalla copertina. A lui, già allora provinciale senza speranza, la scala davanti a cui è ritratto Bob Dylan (foto scattata a Santa Monica, in California, dov'è stato registrato “Street legal”) ha sempre ricordato quella che da via Mazzini porta a borgo Paggeria.