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economia

Boccia: «La manovra non funziona e la Tav è necessaria». L'intervista

di Aldo Tagliaferro -

11 dicembre 2018, 10:26

Boccia: «La manovra non funziona e la Tav è necessaria». L'intervista

Dopo il «caffè» dal vice premier Matteo Salvini domenica scorsa che ha segnato la ripresa del dialogo tra imprese e governo, oggi il mondo dell'imprenditoria italiana incontrerà l'altro vice premier Luigi Di Maio. La realtà produttiva e l'esecutivo, le cui posizioni erano distanti sulle misure da inserire nella legge di stabilità, hanno acuito lo scontro sul tema delle infrastrutture quando il governo ha tirato il freno sulla Tav Torino-Lione. Lunedì della scorsa settimana a Torino oltre tremila imprenditori in rappresentanza della «nazionale del Pil» (il 65% della ricchezza nazionale prodotta) hanno chiesto più attenzione alle infrastrutture mandando un messaggio chiaro: «Sì alla Tav» e bocciando la manovra.
Alla vigilia dell'incontro con Di Maio abbiamo chiesto al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia le ragioni del mondo imprenditoriale.

Quello che è accaduto a Torino, con un fronte che vale il 65% del Pil che si muove compatto, è destinato a cambiare le dinamiche nelle relazioni in questo Paese?
Speriamo di sì. Di fatto abbiamo già assistito a un cambiamento: per la prima volta, grazie al vice premier Salvini, questo Governo ci convoca e ci offre la possibilità di esprimere le nostre premure e proposte. E questo ha fatto sì che l’incontro previsto per martedì sulla semplificazione e le piccole imprese, da quanto emerge dalla lettera di Di Maio al Sole 24 ore, si è trasformato in un confronto più ampio che ci auguriamo riguardi la crescita e analizzi le premure del mondo delle imprese senza pregiudizi e con la volontà di costruire soluzioni.
Cosa salva di questa manovra?
Il metodo: è giusto capovolgere il ragionamento seguito finora e partire dai risultati che si vogliono raggiungere piuttosto che dai saldi di bilancio. La nostra aspettativa è che gli incontri possano servire anche ad affrontare altri temi in una visione organica della politica economica e quindi andare oltre un’Agenda di Governo che da 6 mesi circa parla solo di 3 argomenti: flat tax per gli autonomi, riforma pensioni e reddito di cittadinanza. E quindi cominciare ad affrontare anche le altre priorità del Paese.

Una manovra in deficit vi troverebbe d'accordo se le misure rilanciassero davvero il Paese?
Lo abbiamo detto: una manovra in deficit si giustifica solo se è in grado di alimentare la crescita e dimostrare che per questa via deficit e debito possono diminuire.

Ecco uno stralcio dell'intervista in esclusiva del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, alla Gazzetta di Parma. La versione integrale è sul quotidiano in edicola. (Intervista di Aldo Tagliaferro).