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Discoteca, l'appello di una madre su Fb: "Cerco il salvatore di mio figlio"

'Si ricorda solo che era di colore'

12 dicembre 2018, 11:01

Discoteca, l'appello di una madre su Fb:

«A te che leggi Grazie per avere tirato fuori mio figlio da quel buco! Non finirò mai di ringraziarti. Dio vegli su di te...». Questo il messaggio che Lucia ha postato su Facebook sperando che l’autore del bel gesto, un ragazzo di colore, possa leggerlo. «Nella discoteca di Corinaldo c'era anche mio figlio, Nicolas, che ha meno di 15 anni - spiega -: un ragazzo l’ha tirato fuori dal caos dopo il cedimento della balaustra, mentre era privo di sensi. Vorrei sapere chi è per poterlo ringraziare perchè non smetterò mai di farlo». Nicolas era andato per la prima in volta in una discoteca, insieme ad un’amica : quando ha cercato di fuggire a causa degli spruzzi di una sostanza urticante, ha rischiato la vita e, incosciente, è stato salvato da un ragazzo di cui non ricorda che il colore della pelle e poco altro. Dalle ore immediatamente successive alla tragedia, Lucia sta cercando quell'eroe sconosciuto che ha tirato con forza suo figlio fuori dall’ammasso di corpi, dalla confusione, dalla morte. «Sono sconvolta, se penso che era privo di coscienza sopra e sotto ad altre persone... Non so come sia potuto accadere, nemmeno Nicolas se lo ricorda con precisione - aggiunge Lucia -. Sappiamo che prima si è aggrappato all’uscita di sicurezza per non cadere, poi ha perso i sensi. Ora è in salvo grazie a uno sconosciuto». Si tratta di un uomo giovane, ma non sarebbe uno degli addetti alla security. «Io e la mamma della sua amica siamo andate a riprenderli: ho deciso di portare mio figlio all’ospedale di Fabriano - dice ancora Lucia -, perchè immaginavo che Senigallia sarebbe stato preso d’assalto e che a Torrette erano ricoverate le persone in condizioni più gravi». E' stato dimesso il giorno dopo la tragedia, domenica: oltre ad aver perso i sensi, Nicolas porta ancora i segni di quella nottata: è stato colpito, ha i lividi, segni di graffi. «E' colpa mia: non dovevo mandarlo lì e sono stata fortunata a poterlo riabbracciare» piange Lucia, che lancia un appello: «vorrei che nelle scuole si insegnasse la gestione del panico, si informassero i ragazzi su come evacuare da un edificio, non solo in caso di terremoto».