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L'ESPERTO

L'accettazione dell'eredità. Tacita o espressa

di Arturo Dalla Tana* -

14 dicembre 2018, 20:08

L'accettazione dell'eredità. Tacita o espressa

Il quesito
Abbiamo ereditato una casa nel 2010. A breve firmeremo il rogito, ma mi chiedono ora di versare 500 euro di tassa per la vendita. Siccome sono passati oltre 5 anni dalla successione pensavo non fosse da pagare alcuna tassa sulla vendita. O sono cambiate le leggi?
D. F.

Sconosciuta ai più, l’accettazione di eredità, tacita o espressa che sia, svolge un ruolo importante nel sistema delle trascrizioni che presidia la sicurezza di tutto il settore immobiliare

SUCCESSIONI: CHE FARE

E’ a tutti noto che a seguito di una successione vi sono due formalità da eseguire obbligatoriamente: la denuncia di successione (salvo i casi di esonero) e la voltura catastale (quando vi sono immobili). Non è necessaria la denuncia di successione quando il patrimonio è devoluto a parenti in linea retta, il valore è inferiore a 100.000 euro e non vi sono immobili o diritti immobiliari. Gli automezzi non sono da indicare nella denuncia di successione perché svolgono un percorso diverso. L’accettazione di eredità non è quindi compresa fra le formalità obbligatorie.

L’ACCETTAZIONE. QUANDO SERVE?

Diciamo innanzi tutto dell’accettazione espressa di eredità, che va effettuata con atto notarile. Ammessa sempre, è comunque estremamente opportuna se non necessaria quando vi è testamento. Serve per fare chiarezza sull’interpretazione delle disposizioni testamentarie, sull’attribuzione dei beni e, soprattutto, sul fatto che il chiamato all’eredità accetti quanto disposto dal testatore e subentri quindi nel suo patrimonio. Infatti il chiamato potrebbe non essere interessato, ad esempio di ereditare una casa cadente e bisognosa di lavori, o essere preoccupato di possibili passività nelle quali, con l’accettazione, verrebbe coinvolto. A fianco dell’accettazione può esservi l’acquiescenza da parte di eredi che, pur avendo diritto alla legittima, sono stati esclusi dal testamento. Il figlio, al quale il padre non ha lasciato nulla, può dire che è d’accordo che tutto vada al fratello e che non impugnerà il testamento. In questo modo si raggiunge la certezza su come è devoluta l’eredità.

L’ACCETTAZIONE TACITA

Fatte così le doverose premesse, si può giungere alla risposta al quesito. Quale sia la proprietà di un immobile risulta dai registri della Conservatoria. E’ tale l’importanza di quei registri, su cui si regge, come si diceva, tutto il nostro sistema immobiliare, che alla Conservatoria si accede solo con atti notarili o con sentenze del Tribunale. Per cui, salvo il decorso del ventennio dalla successione, dovrà essere trascritta l’accettazione dell’eredità. In conseguenza di atto notarile, se si sia trattato di accettazione espressa. Qualora invece un’espressa accettazione non vi sia stata, dovrà essere data pubblicità all’accettazione tacita. La vendita di un immobile avuto in successione costituisce infatti espressione, sia pur tacita, da parte dell’erede di accettare quell’eredità. E di quella accettazione, effettuata tacitamente con la vendita, il Notaio, correttamente, prima della trascrizione della vendita darà pubblicità. Con l’inevitabile costo da sostenere derivante, per lo più, da bolli e imposte verso lo Stato.

*Notaio