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MERCATI

Borse: ecco tulle le incognite del 2019. Dalla Brexit allo Spread

Le previsioni di Assiom Forex. Bri: lo choc sui mercati non è isolato, ce ne sono altri in arrivo

16 dicembre 2018, 19:13

Borse: ecco tulle le incognite del 2019. Dalla Brexit allo Spread

Sono molte le incognite e le insidie che si prospettano per i mercati azionari nel 2019 che cambieranno rapidamente di direzione a seconda delle notizie che arriveranno sulle grandi sfide dell’economia e della politica mondiale. E un cambio di atteggiamento del governo italiano verso la Ue e i mercati sarà discriminante per far tornare lo spread sotto i 200 punti con un effetto non solo per l’economia ma anche su Piazza Affari.

L’elenco delle incognite è quindi lungo e il rapporto del comitato di ricerca Assiom Forex, l’associazione degli operatori dei mercati finanziari ne elenca una buona parte: la Brexit, la guerra dei dazi scatenata dall’amministrazione Trump contro la Cina e non solo, le elezioni europee di maggio e anche il confronto tra il governo italiano e l’Unione Europea. Tutti elementi i cui sviluppi, rileva il rapporto, saranno in grado "di fare cambiare velocemente la percezione e l’atteggiamento degli operatori".
E così la strategia migliore per gli investitori grandi e piccoli sembra quello di evitare il "compra e tieni" ma piuttosto di "minimizzare il rischio".

Il quadro generale è infatti un quadro "liquido" per le Borse reso ancora più incerto dai segnali, quelli sempre più chiari, di un rallentamento economico globale ed europeo. C'è poi da vedere quale saranno le decisioni della Bce. Archiviato il QE governativo "è ragionevole immaginare che possano essere introdotte nuove misure, tipo acquisto di equity europeo via ETF e rates (spread) targeting. La reale fattibilità di misure così dirompenti dipenderà dalla situazione politica europea".

"Difficilmente - spiegano - potrebbero essere implementate in caso di scontri di Paesi sovrani con le istituzioni europee, al contrario sarebbero ipotizzabili all’interno di uno scenario di nuova Europa che rimetta al centro temi di integrazione e di garanzia unica dei depositi, di unione bancaria e di un superministro europeo dell’economia con piani di investimento importanti per l’intera area".

E poi c'è appunto il caso italiano. Lo Spread Btp verso Bund potrebbe scendere sotto i 200 punti "ove vi sia un u-turn completo del governo nelle politiche fiscali". Gli esperti stimano uno spread "tra i 240 e 320" nel caso il governo si muova "nel rispetto dei vincoli fiscali e nell’utilizzo di un wording più consono nei confronti di UE e mercati". Infine uno spread sopra i 350 punti in caso di conflitto totale con la Commissione Europea.

E la Bri, la banca dei regolamenti internazionali, nel suo rapporto trimestrale definisce "non un evento isolato" lo shock dei mercati mondiali di questi mesi. Tanto che - sostiene - "non è stato il primo e non sarà l'ultimo. E’ stato semplicemente un nuovo ostacolo nello stretto cammino verso la normalizzazione della politica monetaria". "E' un’ulteriore tappa di un percorso iniziato diversi anni fa" e che muove dalle misure straordinarie degli istituti centrali che ora, dopo un loro ritiro o quanto meno di ammorbidimento, fanno i conti con le tensioni commerciali e l’incertezza politica.