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PROVA SU STRADA

Al volante di Alpine Renault, emozioni d'altri tempi

di Lorenzo Centenari -

18 dicembre 2018, 18:27

Al volante di Alpine Renault, emozioni d'altri tempi

Vuoi mettere una tonnellata o poco più di peso (1.103 kg), contro 20 quintali da trascinarsi appresso? E un baricentro quasi rasoterra, il portabagagli davanti anziché dietro, il motore dietro anziché davanti, in definitiva un piacere di guida che i Suv (per quanto sportivi) ce la stanno mettendo tutta per farcelo dimenticare? Bentornata Alpine, storica due posti che vinceva i rally 50 anni fa, bentornate curve piatte come nemmeno un kart, e sovrasterzi di potenza da sudori freddi.

Per proiettare la A110 nella quarta dimensione (0-100 km/h in 4”5, 250 km/h di velocità) è sufficiente il 1.8 TCe turbo benzina, lo stesso di Mégane RS: 252 Cv che abbandonano la stalla tutti insieme, ne risulta che la schiena trema di emozione e l'udito viene deliziato da «epic music».

Già, il quattro cilindri Renault canta come un V6, e se si preme il tasto «Sport» (via anche l’ESP), il sound sale di un’ottava, l’erogazione si fa brutale, il doppia frizione a 7 rapporti aggiusta il tiro, e in rilascio penetrano scoppiettii da auto da corsa. Estrema, la Alpine A110, ma a modo suo accogliente: le portiere sono spoglie di taschini, lo schienale non si regola, e al massimo carichi a bordo un ospite. Tuttavia non mancano navigatore e prese Usb, mentre la marcia sul pavé non è poi così drammatica: sospensioni a doppi triangoli, uguale assetto rigido, ma quel che basta. Chi avesse 60.000 euro da spendere in passione autentica, non pensi solo alla Porsche Cayman…