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Giovani, il 40% non chiuderebbe una relazione dopo uno schiaffo: "Tollerabile"

19 dicembre 2018, 12:23

Giovani, il 40% non chiuderebbe una relazione dopo uno schiaffo:

Quattro ragazzi su 10 non troncherebbero una relazione dopo un gesto violento, come uno schiaffo o uno spintone, considerandolo «tollerabile», mentre quasi sei giovani su dieci (58,9%) lo considerano motivo sufficiente per interrompere una relazione sentimentale. Sono più numerose le donne che considerano il gesto violento ragione sufficiente per interrompere una relazione (69,2% contro il 45,5% degli uomini), mentre quasi un terzo delle intervistate (30,8%) non porrebbe necessariamente fine al rapporto. E’ quanto emerge dal lavoro dell’Eurispes «Amore malato: dinamiche disfunzioni di coppia» che ha deciso di indagare tra i giovani, di un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, le dinamiche e i meccanismi disfunzionali della coppia.
Il Nord-Ovest è l’area più «intransigente": oltre 7 su 10 (71,2%) ritengono il gesto di violenza motivo per dire basta ad una storia d’amore (57,9% al Sud, 53,3% al Centro, 50,5% al Nord-Est, 49,5% nelle Isole). A un titolo più alto di studio corrisponde una più netta insofferenza alla violenza: interromperebbe la relazione il 64,3% dei laureati, il 63% di specializzati e dottori di ricerca a fronte di un 54,2% dei diplomati e del 52,3% dei possessori di licenza media.
Un quarto dei giovani (24,2%) si è sentito dire dal partner che se lo avesse lasciato avrebbe compiuto gesti estremi contro se stesso. Sorprende - fa notare l’Eurispes - il dato che ai ragazzi, questa circostanza è capitata più spesso che alle ragazze (26,5% contro il 22,5%). Un dato «ancora più allarmante" è che, secondo i risultati sondaggio, oltre un ragazzo su cinque (22,5%) è stato minacciato di gesti estremi dal partner, qualora lo avesse lasciato. E, «inaspettatamente», i maschi sono vittime di minacce più delle donne. Il 26,1% dei ragazzi ha infatti dichiarato di essere stato minacciato di gesti estremi, contro il 18,8% delle ragazze. Il picco di conflittualità si rileva tra gli omosessuali: il 34,7% si è sentito minacciare in caso di abbandono contro il 30% dei bisessuali e il 20,2% degli eterosessuali.
La netta maggioranza delle coppie sulle quali ha pesato una minaccia di violenza è arrivata alla separazione ma non subito: meno di un quinto (19,9%) ciò è venuto come immediata conseguenza; nel 30,8% dei casi si è aspettato un pò di tempo prima di chiudere, nel 15,5% ci si è lasciati di comune accordo. Mentre quasi due su dieci (18,6%) stanno ancora insieme. «Si può, quindi, dedurre che - evidenzia Eurispes - è tutt'altro che trascurabile la percentuale di chi non prende troppo sul serio le parole violente e non le ritiene motivo sufficiente per interrompere la relazione».
E’ molto sottovaluto anche il rischio di diffusione di fotografie o video intimi quando la relazione è finita, la «pornografia non consensuale» è un fenomeno in crescita. Circa un giovane su quattro pensa che sia «abbastanza» o «molto" opportuno conservare materiale a contenuto sessuale dell’ex partner, anche quando la relazione è terminata. Poco più della metà (52,1%) non lo trova «per niente» corretto, il 23,7% «poco" corretto. Le donne, le maggiori vittime, sono più nette nelle loro risposte negative (58% «per niente» contro 44,5%).
La netta maggioranza dei ragazzi intervistati ammette di mutare almeno in alcune occasioni, atteggiamenti, comportamenti e interessi a seconda del partner. Il 43,7% lo fa «qualche volta», il 17,7% «spesso», l’8,5% addirittura «sempre». Solo tre su dieci, invece, riescono a rimanere sempre se stessi. La tendenza a cambiare all’interno di una relazione è più accentuata tra i maschi. La metà dei giovani intervistati (49,7%) ha avuto una relazione con una persona che ne ha diminuito l’autostima.