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Gpl, vale la pena? Scopriamolo a bordo di Dacia Duster

Al volante dell'ultima versione del Suv con il «bombolone»: si dimezzano i costi e cresce l'autonomia. Però si perde qualche cavallo

di Lorenzo Centenari -

28 dicembre 2018, 15:51

Gpl, vale la pena? Scopriamolo a bordo di Dacia Duster

Auto elettrica senza corrente, ibride plug-in che a loro volta collezionano performance irrisorie, e non è detto che con gli incentivi il 2019 - finché la rete di ricarica è più magra di un torrente in secca - riservi loro un destino poi così diverso. Tutte avvolte in una nuvola di gas: il carburante alternativo preferito dagli italiani resta di gran lunga il Gpl, in calo in termini percentuali (-6,2% a novembre, -3,4% nei primi 11 mesi del 2018), ma pur sempre in testa con distacco rispetto ad ogni altra formula «green». Vale il 6,5% del mercato, contro il 4,3% delle ibride tradizionali, il 2% del metano, appena lo 0,3% delle elettriche pure.

IN UNA STAZIONE SU DUE

Il Gpl piace perché è sia economico, sia reperibile: nel Nord Italia una stazione di servizio ogni due (o quasi) permette il rifornimento, mentre rispetto ad auto diesel e benzina i costi di esercizio vengono abbattuti fino al 50%. Merito del prezzo alla pompa, circa 65 centesimi al litro contro 1,5 euro della «verde». Le prestazioni? Si riducono, ma di poco: circa il 3%. Nessun ostacolo a parcheggi e vano bagagli: gli impianti di nuova generazione sono montati direttamente in fabbrica, sono più sicuri e non sottraggono spazio alla capacità di carico.

IL TEST CON DUSTER

Tutto rose e fiori? Ni. Prendi Dacia Duster Gpl, bandiera del «low cost» ad ogni costo: un vero e proprio Suv che ti porti a casa a meno di 15.000 euro (il listino parte da 13.350 euro, 500 euro in più rispetto all’equivalente versione a benzina) e che percorre a gas oltre 400 km con 22 euro e spiccioli. Se le bombole si svuotano all’improvviso (tenete sotto controllo i Led alla sinistra del volante), niente panico: Duster Gpl carica a bordo fino a 50 litri di benzina di riserva, e a momenti hai birra in corpo per partecipare a una Mille Miglia (1.250 km di autonomia combinata).

QUALCHE CAVALLO IN MENO

Come da copione, il «bombolone» Landi Renzo non ingombra e lascia intatti i 478 litri di capacità di carico (unico sacrificio: niente ruota di scorta), così come il passaggio da un carburante all’altro è impercettibile. Ah, non si può scegliere la trazione integrale: poco male, per il fuoristrada c’è un brillante diesel 1.5 Blue dCi. Avanzando a Gpl, inoltre, il crossover franco-rumeno - da poco rinnovatosi completamente, per la gioia dei suoi numerosi fan - perde per strada solo una manciata di cavalli (5), rispetto ai 114 Cv originariamente espressi dal suo 4 cilindri 1.6. Il punto è che nemmeno quando i pistoni bruciano benzina il propulsore è in vena di sprintare.

POCA COPPIA

Ecco, se una nota dolente esiste, questa è nelle prestazioni, e non è un nostro capriccio. La coppia è scarsa (156 Nm), prima di azzardare un sorpasso al limite, prego scalare due marce, oppure (ancora meglio) rinunciare. La modalità «Eco» parzializza ulteriormente i consumi di propano e butano, tuttavia in questa configurazione Duster viene declassata alla categoria «polmone»: ok in città, non altrove.

PRO E CONTRO

In definitiva: Gpl ottima idea per tenere sotto controllo la spesa mensile e per poter circolare liberamente durante blocchi del traffico o iniziative simili (a proposito, il 1.6 Renault è il primo di carattere bi-fuel ad ottenere l’omologazione Euro 6d-temp). Stia alla larga dal gas, invece, chi ha velleità sportive o avventuriere. Pro e contro, come qualsiasi soluzione di compromesso.