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PARMA

Il vescovo: «La famiglia è quella unita nel matrimonio». Pizzarotti: «Felice di riconoscere coppie omogenitoriali»

31 dicembre 2018, 06:00

Il vescovo: «La famiglia è quella unita nel matrimonio». Pizzarotti: «Felice di riconoscere coppie omogenitoriali»

Luca Molinari

«Due uomini e due donne che vivono assieme come marito e moglie non sono famiglia, anche se mettono al mondo dei figli, direttamente o indirettamente. Anche se viene ratificata da una legge o in qualche comune di Italia, questa non è famiglia. Lo diciamo senza voler giudicare, discriminare o dileggiare queste persone».

E’ quanto affermato dal vescovo Enrico Solmi in occasione della festa della Santa famiglia, a pochi giorni dalla sottoscrizione da parte del sindaco Federico Pizzarotti di quattro atti di riconoscimento di bambini nati all’interno di coppie omosessuali.

Sabato pomeriggio monsignor Solmi ha presieduto la messa solenne celebrata nella parrocchia della Famiglia di Nazareth (in via Navetta) alla presenza di tutti i parroci e fedeli che compongono la Nuova parrocchia. «Dio è venuto al mondo per diventare uno come noi – ha esordito il pastore della Diocesi –. E l’ha fatto entrando in una famiglia, diventando bambino nel grembo di Maria. Ha scelto questa via per indicare la grandezza della famiglia e della maternità».

Monsignor Solmi ha quindi sottolineato come la famiglia sia una realtà precisa, che non va confusa con altre. «E’ composta da un uomo e una donna che si vogliono bene, che decidono di mettere assieme la loro vita e lo fanno nel matrimonio – ha sottolineato -. Da quel momento vivono assieme e si aprono alla prospettiva di generare dei figli. Anche le famiglie che patiscono la rottura e la divisione sono espressione di questa realtà e vanno aiutate da tutta la comunità».

Il vescovo ha quindi rimarcato come ci siano realtà «che contraddicono pienamente la famiglia. Due uomini e due donne che vivono assieme come marito e moglie non sono famiglia – ha dichiarato - anche se mettono al mondo dei figli direttamente o indirettamente. Questa non è famiglia: anche se viene ratificata da una legge o rettificata in qualche comune di Italia. Non lo diciamo per far arrabbiare o mancare di rispetto a qualcuno. La verità non è un pesce da tirare in faccia, ma deve aiutare a far chiarezza».

Fondamentale in questo senso l’educazione dei giovani. «Non voglio giudicare, discriminare o dileggiare le persone con tendenza omosessuale, che fanno parte della grande famiglia di Dio, ma la loro non è una vera famiglia, come testimonia la nostra Costituzione – ha proseguito il vescovo -. La verità non offende, ma ci aiuta a credere. Preghiamo allora per la famiglia. Perché sia sostenuta e favorita nel suo compito indispensabile per la società e la Chiesa».

IL SINDACO PIZZAROTTI: "FELICE DI AVER RICONOSCIUTO COPPIE OMOGENITORIALI".
Scrive il sindaco Federico Pizzarotti sulla sua pagina Facebook:

Il nostro Vescovo ci dice che una coppia gay non è una famiglia.

Capisco la posizione, è stata con mia grande sopresa anche quella sostenuta da Papa Franscesco, ma da uomo delle istituzioni e dei diritti non posso non spiegare la mia posizione.

Ribadisco che sono felice di aver sottoscritto nei giorni scorsi il riconoscimento di figli di coppie omogenitoriali. Lo rifarei oggi, domani e nei giorni a venire. Dove c'è amore e cura, chi sono io per dire chi è o cos'è una famiglia?

La sottoscrizione di due genitori dello stesso sesso è un puro atto di anagrafe, un riconoscimento legale, non concettuale.

Non sottoscrivere gli atti di anagrafe non farà di quelle persone dei genitori meno di tutti gli altri, ma farà di quei bimbi dei bambini con meno diritti di tutti gli altri.

E noi istituzioni dobbiamo per primi saper riconoscere e tutelare diritti rispetto ad una società che cambia, che non va giudicata, ma compresa.

L'amore è la forza che muove il mondo, non può essere arginata ma solo accompagnata, e soprattutto difesa.

Guai a noi se perdessimo questo sguardo sulla società, ci rinchiuderemmo da soli dentro un nostro steccato dividendo il mondo tra "noi e gli altri".

Spero ci saranno sempre persone disposte ad esporsi per difendere non solo i loro diritti e doveri, ma soprattutto per quelli degli altri.

"Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.“ 15,18. Vangelo secondo Giovanni