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POLITICA

Decreto Sicurezza: anche l'Emilia-Romagna ricorre alla Consulta

Bonaccini: "Non contro l'intero testo, ma solo per alcune norme"

07 gennaio 2019, 19:59

Decreto Sicurezza: anche l'Emilia-Romagna ricorre alla Consulta

Anche la Regione Emilia-Romagna ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale contro alcune parti del decreto sicurezza. La decisione è stata presa dalla giunta. «Abbiamo scelto di rivolgerci alla Consulta - ha detto il presidente Stefano Bonaccini - impugnando non l’intero Decreto, ma le norme che più direttamente riguardano le Regioni e i Comuni e che stanno generando conflitto e confusione».

Bonaccini, nel decreto ci sono contraddizioni
«Io faccio il presidente di Regione e il mio compito non è quello di oppormi al Governo o al Parlamento, ma di governare l’Emilia-Romagna. Su questo decreto avevamo espresso diverse preoccupazioni, ravvisando contraddizioni. Alcune di queste si stanno profilando oggi in modo più chiaro». Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, annunciando la decisione di ricorrere alla Consulta contro alcune parti del decreto sicurezza.
«Questa legge, come tutte le leggi - ha detto Bonaccini - va naturalmente applicata. Una legge cattiva può essere contrastata e, nel caso, cambiata, ma non disapplicata. Per quanto attiene invece i profili di costituzionalità delle norme, per fortuna in questo Paese esiste un organismo di garanzia e a quello ci rivolgiamo: si chiama Corte costituzionale. La battaglia politica va fatta nelle sedi istituzionali preposte, oltre che in tutti i luoghi e con tutti i mezzi democratici che la nostra Costituzione assicura».