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Emilia-Romagna

Fondazione vittime di reati, 70 persone aiutate in un anno. Anche a Parma

Erogati oltre 207mila euro, quello di Parma è il primo ateneo ad associarsi

08 gennaio 2019, 14:19

Una ragazza torturata e violentata per ore a Parma, una giovane donna aggredita nel garage di casa sua a Zocca (Modena), una donna violentata a Piacenza nel bar dove lavorava e tre storie di maltrattamenti in famiglia, di papà che picchiano le mamme. Sono alcune delle vittime di reati che la Fondazione ad hoc dell’Emilia-Romagna ha aiutato nel 2018 con contributi in denaro serviti a finanziare dalle cure sanitarie ai supporti psicologici. E’ quanto emerso dal bilancio fatto oggi in Regione dal governatore, Stefano Bonaccini, e dal presidente della Fondazione stessa, Carlo Lucarelli.
L’anno scorso complessivamente sono stati 31 i casi trattati. Le persone aiutate sono state 70 con oltre 207mila euro di contributi erogati. Nella Fondazione, che ha raddoppiato il suo budget, sono entrati due nuovi soci: il Comune di San Possidonio (Modena) e l’Università di Parma, il primo ateneo e il primo ente non strettamente territoriale tra i soci.
Circa la metà dei casi trattati, 15, sono legati a episodi di violenza di genere nelle relazioni di intimità e sono stati sostenuti con 100.940 euro pari al 49% del totale. I fondi sono serviti a potenziare la rete dei servizi e a consolidare i progetti di autonomia per le donne con i loro bambini: dalle spese per la nuova casa, ai percorsi scolastici dei figli, al sostegno psicologico.
Gli aiuti hanno raggiunto quasi tutte le province, a parte quella di Ravenna, dalla quale non sono arrivate istanze nel 2018. Sono state sette quelle accolte nella provincia di Ferrara (tra queste, quattro per maltrattamenti su donne o minori e tre per omicidio compiuto o tentato), cinque a Forlì-Cesena (tutte per violenza di genere) e a Modena (di cui tre per omicidi o rapine), quattro a Reggio Emilia e a Bologna, tre a Piacenza, due a Parma, una a Rimini. In 15 anni, dal 2004, le persone aiutate dalla Fondazione sono state 710 - di cui 109 uomini, 284 donne e 317 minorenni - attraverso la concessione di contributi per quasi tre milioni di euro.