Sei in Archivio

Pisa

Inizia a sniffare cocaina a 9 anni per imitare i genitori

Ora ha 13 anni ed è in cura al Sert

09 gennaio 2019, 21:12

Inizia a sniffare cocaina a 9 anni per imitare i genitori

Cominciò a sniffare cocaina all’età di 9 anni, imitando i genitori, entrambi assuntori di droga e che lo facevano abitualmente anche in sua presenza. Ora una bambina che vive nel Pisano, di 13 anni, è in cura al Sert, il Servizio di recupero delle tossicodipendenze, con una importante e grave dipendenza dalla cocaina ma anche da altre droghe. Il progetto di recupero è in corso da alcuni mesi. Anche i genitori sono seguiti dallo stesso Sert, ma in una struttura diversa.

Il caso di questa 13enne, con già una storia di tossicodipendenza personale alle spalle, suscita un interesse sociale e medico notevole. Per lei il Sert di Pontedera ha intrapreso «un percorso personalizzato e individuale», come spiega il responsabile Milo Meini, «un percorso valutato sotto tutti i punti di vista». Sulla storia della ragazza c'è massimo riserbo. Il medico parla di «disperazione» tra le famiglie che «non sono più un parafulmine contro le perdizioni». Per il Sert di Pontedera è il secondo caso infantile, dagli anni '90, di tossicodipendenza. Anche gli assistenti sociali stanno seguendo da vicino il caso. La vicenda della tredicenne sarebbe emersa quando lei stessa è entrata in una rete di tossicodipendenza più vasta di quella vissuta a livello familiare con la cocaina. Passando ad altre droghe, c'è stata paradossalmente l’occasione di incontrare gli operatori ai quali avrebbe, appunto, raccontato della sua trafila cominciata dalla cocaina trovata in casa e presa quando ancora frequentava le scuole elementari.

La vicenda è sotto la lente delle istituzioni, a partire dal Comune di Pontedera. Il sindaco Simone Millozzi afferma: «Il fatto non può che destare preoccupazione e farci aumentare il livello di guardia complessivo». «Tutte le risorse e le attenzioni che ostinatamente abbiamo messo nella costruzione della rete di protezione sociale, pur importanti e davvero svariate, non sono mai troppe», aggiunge il sindaco. Ma l'impegno suggerito da questo caso induce a «rafforzare i percorsi di ascolto e vigilanza che ci consentono di cogliere, anche all’interno di un ambito familiare privato, ogni disagio ed ogni complicazione che arrivano ad esser concausa della tossicodipendenza». Per Millozzi «dobbiamo trovare sinergie sempre più strette con il mondo dei giovanissimi in primo luogo all’interno della scuola. Quella contro l’uso degli stupefacenti è la battaglia più importante che una comunità nel suo complesso deve combattere e vincere».