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HI-TECH

Ces 2019: un mare di tecnologia

Ma il futuro immaginato da molte aziende dell'high-tech ci cambierà davvero la vita?

di Riccardo Anselmi -

10 gennaio 2019, 19:59

Ces 2019: un mare di tecnologia

Tra poche ore si chiude il Ces di Las Vegas, si dice la più grande fiera dedicata all’elettronica di consumo, in pratica la vetrina dove molti big espongono gli ultimi ritrovati della tecnologia che, nel giro di qualche anno o di qualche mese, dovrebbero finire a riempire le nostre case, con il loro carico di innovazione, in grado di rendere le vite più comode o piacevoli. Eppure sembra registrarsi sempre più anche uno scollamento tra il futuro che le aziende immaginano per noi e ciò che la gente, forse, davvero vuole. Lo si è scoperto emblematicamente di recente con le brusche frenate di Apple e Samsung, che probabilmente speravano ci fossero più persone disposte a prendere parte a una gara high-tech che, negli anni, si è trasformata in un’estenuante corsa all’acquisto dell’ultimo costosissimo gadget, mentre il lavoro e gli stipendi non crescono in tutto il mondo al pari di quelli di un ceo della Silicon Valley.

Impossibile non cogliere al Ces 2019 un certo déjà vu. Per Uber e Bell nel 2020 saliremo su taxi volanti, in versioni ecofriendly delle megalopoli di Blade runner. Se ne parla almeno dagli anni ’40 del secolo scorso, ogni volta la rivoluzione dovrebbe essere imminente. Poi però sappiamo, finora, come è andata a finire. È un po’ la critica che viene rivolta anche all’approccio visionario alla tecnologia di personaggi come Elon Musk, il patron della Testa che sogna di farci viaggiare nel 2019 alla velocità del suono dentro i tubi dell’Hyperloop, mentre si sente la mancanza di figure come Steve Jobs, che riuscivano a vendere una maggiore concretezza, creando nel presente i presupposti per rivoluzioni come il passaggio dai supporti fisici al digitale, ai tempi dell’iPod, o l’ingresso pervasivo di internet nelle nostre case e, ancora, l’affermazione del concetto mobile, sostenuti da prodotti come gli iPhone e gli iPad. Se si guarda oltre alle automobili che camminano o alle valige che ti seguono grazie all’intelligenza artificiale (non è la prima volta che vengono presentate, ma sarà che non le si vede in giro, quindi hanno sempre quel nonsoché di novità), il Ces continua comunque a dettare tendenze importanti. 

Una è appunto l’intelligenza artificiale destinata a venire inserita in qualsiasi oggetto, magari un giorno con qualche utilità in più rispetto agli smart speaker di Amazon e Google, che svanito lo stupore iniziale subiscono, per molti, la sorte del divertissement techno-chic, relegati in un angolo, a far le veci vocali di un telecomando, a meno di essere disposti a sposarne in toto l’idea di ecosistema. In questo filone si inseriscono le nuove cucine. Come sottolineano diversi addetti ai lavori, nessuno glielo aveva chiesto, ma ora possono essere connesse a internet, hanno microfoni e telecamere, per permetterci di chattare e riconoscere i cibi, così da non confondere la pizza con le lasagne. Addirittura si può guardare l’arrosto che cuoce dentro il forno direttamente sul display dello smartphone. Che forse sarà pieghevole, a mo’ di libro. Ed ecco l’altro grosso leitmotiv del Ces 2019: i produttori sembrerebbero pronti a proporre una nuova generazione di schermi Oled caratterizzati dall’estrema flessibilità, come dimostra Lg, con un televisore che si arrotola su se stesso fino a scomparire all’interno di una base. Ma lo spunto è che una tecnologia simile potrebbe tramutare facilmente qualunque superficie, comprese quelle curve, in un display multimediale. Quindi, nei prossimi mesi o prossimi anni, prepariamoci a un’invasione di schermi di tutte le fogge, forme, dimensioni. Che poi cambino davvero le nostre vite è un altro paio di maniche.