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EDITORIALE

La nuova rotta tracciata dal sindaco e le risorse della città

di Stefano Pileri -

14 gennaio 2019, 15:27

La nuova rotta  tracciata dal sindaco   e le risorse della città

Pensa in grande Federico Pizzarotti. Non si ferma a esultare per Parma capitale italiana della cultura 2020, ma parla dei prossimi dieci anni, di quella che già definisce «Parma del 2030». Rimarca l'importanza di una salda alleanza fra pubblico e privato. Ed evoca sfide con importanti città italiane ed europee.
Nei temi e nei toni usati ieri da Pizzarotti per il suo settimo discorso di Sant’Ilario, è davvero difficile riconoscere quel giovane sindaco che nell'estate del 2012 arrivò contro tutte le previsioni alla guida del Municipio.
Questi sette anni per lui sono stati sicuramente un tuffo nella realtà, talvolta molto dura. Ha dovuto accantonare alcune promesse elettorali azzardate e rivedere qualche idea. Di certo, però, oltre a farsi le ossa, ha conosciuto da vicino non solo i limiti e i difetti di questa città, che pure ci sono, ma anche le sue tante risorse. Ed è proprio a queste risorse che giustamente Pizzarotti si richiama per disegnare Parma del futuro. Una città che non si accontenta di restare «a misura di parmigiano». Ma punta sul progresso per affermarsi in Italia e in Europa.
Speranze troppo ambiziose? Forse qualcuno lo penserà. Di certo, resta da vedere come queste idee verranno calate nella realtà, anche perché ieri, nei venti minuti di discorso, Pizzarotti ha parlato solo di idee teoriche, ma non di progetti concreti. Però è vero che, quando ha lavorato unita, facendo squadra, Parma ha dimostrato di poter vincere anche le sfide più ambiziose: l'assegnazione della sede Efsa, il titolo Unesco di città creativa della gastronomia e ora quello di capitale della cultura stanno lì a dimostrarlo. È quando sa solo dividersi e litigare che Parma finisce nel pantano e perde sempre.