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CALCIO DONNE

Martina Capelli, la giramondo del pallone ha trovato casa al Milan

14 gennaio 2019, 06:00

Martina Capelli, la giramondo del pallone ha trovato casa al Milan

VALENTINA CRISTIANI

«È stato difficile ma al contempo bello scoprirmi protagonista della mia vita” - spiega la parmigiana Martina Capelli, centrocampista classe ‘92 dell’AC Milan con un trascorso calcistico in giro per il mondo - Dopo una parentesi al Crociati Noceto e alla Primavera della Reggiana Calcio Femminile (dove a 17 anni ha esordito in Serie A, ndr), a 19/20 anni ho capito che avrei potuto giocare a calcio seriamente quando sono andata all’estero”. Grinta, spirito di squadra e disciplina tattica le qualità dell’ex Nazionale U23. E una valigia piena di sogni sempre pronta a nuove avventure calcistiche che l’ha portata in Germania, Spagna, Stati Uniti, Svizzera (dove ha vinto scudetto e coppa) e Cipro (coppa e supercoppa). “Era arrivato un momento in cui sentivo l’esigenza quasi vitale di cimentarmi in una grande sfida. Avevo bisogno di un reale confronto con qualcosa di grande per capire se la mia passione per il calcio fosse soltanto un’illusione o poteva diventare qualcosa di concreto”.

Martina, perché un talento italiano deve andare all’estero per emergere?

“Sei anni fa ho deciso di andare all’estero perché, allora, era l’unico modo per dedicarsi al calcio a 360 gradi. Era l’unica possibilità per giocare a calcio da professionista”.

Che difficoltà ha incontrato nel cammino?

”La cosa più difficile inizialmente è stata la lingua e fare i conti con una realtà e una cultura completamente diverse. Quando sei a casa, c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarti. Stando lontano ho capito che o le scelte le facevo io, o nessuno poteva farle al posto mio. O mi prendevo le mie responsabilità e camminavo con le mie gambe o nessuno poteva farlo per me. Per questo sempre dico che la mia esperienza estera è stata un’esperienza di crescita a 360 gradi: calcistica e umana”.

Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano. La scorsa estate è tornata in Italia ed il 18 luglio ha firmato per l’AC Milan.

“Esatto. Al Milan mi trovo molto bene, ci sono strutture di un certo livello legate a possibilità e realtà molto interessanti. Il club ha investito su di noi e noi stiamo lavorando per ripagare la fiducia”.

L’obiettivo che vi siete prefisse?

”Finire la stagione avendo la consapevolezza di aver fatto il massimo. Ci giochiamo ogni partita come fosse una finale, a fine anno tireremo le somme”.

L’approccio al calcio femminile è migliore in Italia o all’estero?

“Sono rientrata in Italia sapendo che il livello si era alzato e, con molto piacere, posso confermarlo. Io che ho vissuto il professionismo all’estero, posso dire che qui al Milan ci trattano da professioniste. Penso che il calcio femminile italiano sia solo all’inizio di un lungo percorso di crescita. L’attenzione da parte della gente e dei media sta aumentando notevolmente, questo porta solo beneficio e aiuta l’affermazione di questo movimento”.

Com’è entrato il calcio nella sua vita e quando ha capito che sarebbe diventato la sua carriera?

”Ho iniziato a giocare a calcio durante le scuole medie, paradossalmente tardi, grazie al nostro professore di educazione fisica. Da quel momento non ho mai smesso”.

Nutre una passione fortissima per il calcio e le piacciono le sfide; quale sarà la prossima?

”Amo il calcio perché è lo strumento che mi ha sempre permesso di conoscermi meglio. E si, mi piacciono le sfide. Sono una ragazza molto ambiziosa. La prossima? È stato un anno con un inizio particolare. Vorrei rimanere qua e continuare il mio percorso di crescita col Milan”.

Ha un sogno nel cassetto?

”Vincere il campionato italiano!”

Carolina Morace che allenatrice è?

”E’ un’allenatrice con tanta esperienza sia in campo nazionale che internazionale. Ha tanto da insegnarci e la squadra sta crescendo molto. È un’allenatrice che cura molto il dettaglio e con le sue giocatrici è molto diretta, non ha maschere, mi piace”.

Parmigiana, centrocampista del Milan, ma… tifosa juventina!

“Per quanto riguarda la fede calcistica, sapete bene che è difficile tradirla! A maggior ragione se è stata presa dal nonno e dal papà. Ma posso assicurarvi che col tempo, vivendo e assaporando questa realtà, il mio cuore è diventato un po’ rosso e nero”.

Tre aggettivi che parlano di lei?

”Positiva, curiosa (inteso come interesse) e determinata”.

Da parmigiana, un suo bilancio sulla prima parte del campionato del Parma?

“Il Parma è una neo promossa e ha fatto un’ottima prima parte di stagione, mettendo spesso in difficoltà alcune “grandi.” Ha alle spalle un progetto solido e in campo si vede. È una squadra difficile da affrontare e da parmigiana mi fa molto piacere vedere la squadra giocare così bene”.

Dulcis in fundo, ora parla inglese, spagnolo e tedesco: quanto l’ha aiutata calcisticamente?

”Si, nei miei anni all’estero ho imparato queste lingue. Per entrare in rapporto con le persone del posto e con la gente è importante poter parlare la stessa lingua, le persone ti vengono in contro di più. A livello calcistico è stato utile perché è l’unico mezzo per entrare in sintonia con le compagne di squadra. Un giorno spero di poterle sfruttare anche in ambito lavorativo”.

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