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Trento

Maxi-tamponamento in Valsugana per il ghiaccio: 50 auto coinvolte e 16 feriti

I soccorritori hanno anche allestito una tendopoli. Anas istituisce una commissione di inchiesta

14 gennaio 2019, 19:04

Maxi-tamponamento in Valsugana per il ghiaccio:  50 auto coinvolte e 16 feriti

Auto incastrate una nell’altra, o finite ruote all’aria dentro un fossato, scivolate a causa di un perfido filo di ghiaccio formatosi di prima mattina. Sono state sette ore di disagi pesanti quelli vissuti stamani lungo la trafficata Statale 47 della Valsugana, a causa di un maxitamponamento che ha visto coinvolti una cinquantina di mezzi, auto e camion, con 16 feriti e il blocco della strada che collega la provincia di Vicenza a quella di Trento.

L’incidente si è innescato in più punti, nel tratto fra le località di Primolano (Vicenza) e Grigno (Trento). Già nelle ultime settimane in quel punto si erano verificati numerosi incidenti, ma non di questa portata. A causare la carambola, il ghiaccio che ha tradito automobilisti e camionisti, che hanno perso il controllo dei mezzi; nemmeno dopo essere usciti dai veicoli riuscivano a stare in piedi. Persino un’ambulanza, arrivata per i soccorsi, è finita contro un mezzo dei carabinieri.

La polizia locale di Bassano e i Carabinieri di Borgo Valsugana hanno subito chiuso l’arteria. I soccorsi sanitari sono intervenuti con tre elicotteri, cinque ambulanze e tre mezzi di servizio. Per diminuire i disagi è stata allestita una sorta di "tendopoli" dove di volta in volta sono stati ospitati e medicati i feriti più lievi. Tra i più gravi, invece, tre persone sono state trasportate al pronto soccorso Santa Chiara di Trento, sei a quello di Borgo Valsugana, sei sono stati portati all’ospedale di Feltre (Belluno).

Tra i danneggiati del maxitamponamento figura anche Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord al Consiglio regionale del Veneto, rimasto imbottigliato lungo l’arteria stradale a causa dell’incidente, che punta il dito contro l’Anas. «Su questa strada - ha detto - la brina si trova da novembre a maggio, e non serve chissà quale capacità di predizione per capire che a gennaio, nei giorni più freddi dell’anno, c'è un forte e concreto rischio ghiaccio». La soluzione? «Concedere ampia autonomia alla Regione in questo settore - conclude - affidando risorse e competenze a Venezia».

Anas ha nominato intanto una commissione interna per verificare eventuali responsabilità nel maxitamponamento, in particolare per capire se siano state svolte correttamente le operazioni antigelo (con mezzi mezzi spargisale) previste dal piano neve delle quali è incaricata una ditta responsabile del trattamento invernale.