Sei in Archivio

Mezzani

«Aiutateci a realizzare il sogno di una casa per i disabili»

L'appello al territorio dei genitori dell'associazione «Nontiscordardimé»: «Vogliamo aprire laboratori e una fattoria sociale nell'ex scuola di Mezzano Inferiore»

di Cristian Calestani -

17 gennaio 2019, 00:15

«Aiutateci a realizzare il sogno di una casa per i disabili»

Un anno fa il primo passo, con l’acquisto dell’edificio dell’ex scuola media di Mezzano Inferiore. Ora c’è la voglia di intraprendere un lungo cammino insieme alla comunità locale per fare di quell’edificio la casa per il «dopo di noi» dei ragazzi di Nontiscordardimé, associazione di volontariato per l’integrazione sociale attiva dal 2006 con ragazzi diversamente abili di Colorno, Torrile e Sorbolo Mezzani.

L’edificio di via Pertini – 900 metri quadrati complessivi che si sviluppano su tre piani – è stato acquistato da Nontiscordardimé grazie agli sforzi compiuti da un gruppo di 8 famiglie che ha deciso di farsi carico di un mutuo di 60mila euro, senza interessi alla Bcc di Rivarolo Mantovano agenzia di San Polo, per creare un luogo in cui dare opportunità di lavoro ai propri ragazzi e anche una futura casa per il «dopo di noi».

L’ex scuola era stata inserita dall’amministrazione comunale di Mezzani nelle condizioni di appalto per la costruzione della nuova media. Poi, il fallimento della cooperativa che ha realizzato il nuovo edificio ha fatto sì che le ex medie restassero chiuse e sostanzialmente abbandonate per diversi anni, fino a che i genitori di Nontiscordardimé hanno visto in questo luogo un’opportunità.

Ora l’idea è quella di creare nell’ex scuola laboratori per permettere ai ragazzi di svolgere attività lavorative. Gli ampi spazi esterni, inoltre, si prestano per la creazione di una fattoria sociale, partendo dal presupposto che il ritmo naturale della vita contadina, il lavoro fisico, il fare parte di un piccolo nucleo di tipo familiare e il contatto con le piante hanno un effetto terapeutico benefico. Il progetto prevedrebbe, in futuro, anche la realizzazione di un ristorante da gestire con i ragazzi.

Il pensiero dei genitori va soprattutto al dopo di noi. «Vorremmo – dicono – che questo luogo divenisse la casa dei nostri figli quando noi non ci saremo più. Oggi quando i genitori vengono a mancare i ragazzi vengono spesso accolti dalla prima struttura con posti disponibili, che però può essere lontano dal luogo in cui i ragazzi sono nati e hanno vissuto per trenta o quarant’anni».

Il cammino da fare, ora, è arduo. C’è la consapevolezza che sarà in salita perché, stime alla mano, solo per la sistemazione del piano terra e per l’impiantistica con predisposizione anche per gli altri piani, servono tra i 500 e 600mila euro.

«Per questo oggi facciamo partire il nostro appello al territorio – aggiungono i genitori – affinché privati e ditte possano in qualche modo darci un contributo. Sarebbe bello che si formasse una cordata
di imprenditori disponibili a conoscere e finanziare parte del progetto. Per noi tutto è utile, anche la donazione di materiale o comunque l’offerta a prezzi vantaggiosi di vari servizi. La nostra è una proposta che coinvolge tutta la Bassa Est con i comuni di Colorno, Torrile e Sorbolo Mezzani». Per informazioni è possibile chiamare la vicepresidente Ombretta Rupi al numero 339.3322565.