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FONTANELLATO

«Polizie divise, Fontevivo ha sbagliato»

di Chiara De Carli -

16 gennaio 2019, 23:45

«Polizie divise,  Fontevivo ha sbagliato»

Sullo scioglimento della convenzione di polizia locale con il Comune di Fontevivo, che dal primo gennaio vede la divisione della gestione degli agenti in servizio sui due territori su due comandi distinti, è intervenuto, commentando le parole del sindaco di Fontevivo Tommaso Fiazza, il sindaco fontanellatese Francesco Trivelloni.

«Non so se sia abitudine che il sindaco di Fontevivo racconti ai propri cittadini inesattezze così grossolane – ha esordito Trivelloni – e non sta a me smentire i numeri dati dal sindaco circa i presunti agenti, perché basta controllare gli atti e si vedrà che i sei agenti sono al momento solo sulla carta. Ma siccome è stato tirato in ballo il servizio in convenzione, mi preme fare alcune precisazioni a partire dal fatto che è stato disdetto unilateralmente da Fontevivo. Una scelta del tutto incomprensibile visto che in questi due anni non è mai pervenuta nessuna segnalazione di difficoltà o disservizio e, anzi, la progettazione su più Comuni ci aveva permesso di ottenere importanti riconoscimenti, encomi e finanziamenti».

Trivelloni cita «gli oltre 70.000 euro arrivati su due Comuni per la videosorveglianza, a fronte di un progetto condiviso. Progetto che ora è “zoppo”, essendo stato pensato per un solo nucleo di polizia locale, a causa della scelta di Fontevivo».

Anche la questione del numero degli operatori in servizio non convince Trivelloni. «Dai sei operatori del 2015, oggi avremmo avuto nove agenti, con un’assunzione a Fontanellato ed un amministrativo part-time, per un totale di 10,5 persone in servizio. Oggi invece Fontevivo si trova con cinque operatori, di cui alcuni con restrizioni orarie, ed un comandante part-time in comando da un altro Comune».

La scelta fontevivese, secondo il primo cittadino di Fontanellato, è quindi «penalizzante, per presenza ed efficacia, per i cittadini di entrambi i Comuni e Fontanellato è “vittima” della scelta unilaterale di Fontevivo. A questo si aggiungerà poi una duplicazione di costi: licenze per i software o per l’accesso alle banche dati, strumentazioni di controllo e pratiche burocratiche che prima venivano ottimizzate».