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MILANO

Leonardo Da Vinci: il meglio del Codice Atlantico

Per i 500 anni dalla scomparsa del genio toscano la Veneranda Biblioteca Ambrosiana espone quarantasei fogli scelti che ne ripercorrono l'attività

di Stefania Provinciali -

16 gennaio 2019, 21:52

Leonardo Da Vinci: il meglio del Codice Atlantico

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano raccoglie uno dei patrimoni più importanti e completi di opere di Leonardo da Vinci (1452-1519) e degli artisti della sua cerchia. In occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla scomparsa del genio toscano ha aperto l’anno leonardiano con una esposizione in due tempi, di tre mesi ciascuno, che presenta nel suo complesso quarantasei fogli, scelti tra quelli più famosi e importanti del Codice Atlantico, in grado di ripercorrere la carriera dell’artista, inventore e scienziato nella sua quasi totalità, dai giovanili anni fiorentini fino all’ultimo trascorso in Francia, al servizio di Francesco I. La proposta pensata non solo per gli studiosi ma anche per il grande pubblico, dal titolo «I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana», curata dal Collegio dei Dottori della Veneranda Biblioteca, si concentra su quei fogli che conservano i disegni più affascinanti del genio di Vinci Presenta in questa prima parte (fino al 17 marzo) quelli legati in modo specifico alla città di Milano, dove soggiornò per quasi vent’anni, il periodo più lungo ed anche più importante per la sua produzione artistica e scientifica. Spiccano la celebre pianta della città, con la visione del centro di Milano a volo di uccello, lo studio per il naviglio di San Cristoforo, il progetto per il monumento equestre in onore del duca Francesco Sforza e gli studi per il tiburio del Duomo; accanto alcuni studi prospettici e progetti di carattere architettonico-militare, oltre ad alcuni fogli di bellissimi disegni di armi belliche (balestre, fionde e mortai), studi per la costruzione di ali meccaniche destinate a rappresentazioni sceniche e il celebre progetto della cosiddetta “automobile di Leonardo”. Si possono inoltre ammirare due tra i più bei disegni relativi al volo, forse l’argomento che più di tutti ha contribuito a creare il mito di Leonardo.

La seconda parte (dal 19 marzo al 16 giugno) proporrà alcuni progetti per macchine belliche, ma si concentrerà in modo particolare sugli studi d’ingegneria civile: congegni idraulici, macchine per corde, per l’attività tessile, per la produzione di strumenti meccanici, punzonatrici e girarrosti automatici.

Altre due esposizioni saranno dedicate a «Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico» ed a «Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche», così da completare il percorso.

Il Codice Atlantico giunse alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637 quale dono del conte Galeazzo Arconati, esponente della migliore aristocrazia milanese. E’ una stupefacente raccolta di 1119 fogli autografi di Leonardo da Vinci, per un totale di circa 1750 disegni che prende il nome “atlantico” per il formato delle grandi pagine su cui erano stati incollati i fogli di Leonardo così da meglio conservarli e tutelarli ed utilizzato all’epoca per realizzare gli atlanti geografici.

La singolare collezione permette di conoscere tutte le discipline coltivate dal grande genio: l’architettura e l’idraulica, la medicina e l’ottica, la meccanica e l’urbanistica, la geometria e l’astronomia, l’anatomia e le diverse arti figurative. Notevoli sono i progetti di macchine semoventi, di armi sempre più sofisticate, di ingranaggi e di congegni, dei quali Leonardo ha lasciato stupendi disegni che spesso si possono considerare vere e proprie opere d’arte.

Ma il Codice contiene anche le amare ed insieme orgogliose confessioni del Maestro che ne rivelano la piena coscienza delle proprie virtù e dei limiti da infrangere, come ci tramanda uno dei suoi più importanti studiosi, Augusto Marinoni.