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serie C

Allo stadio senza tesserati: Pro Piacenza, partita rinviata. Ora rischia l'esclusione

20 gennaio 2019, 18:14

 Le due squadre avevano già fatto riscaldamento, i giocatori sono rientrati negli spogliatoi per l'appello, ma non sono più tornati in campo. Pro Piacenza-Alessandria allo stadio Garilli è stata infatti rinviata dalla Lega Pro, su disposizione del presidente federale Gabriele Gravina. Il motivo è che i padroni di casa, ultimi in classifica, già penalizzati, alle prese con una profonda crisi societaria e uno sciopero dei calciatori, si sono presentati con 12 giocatori, tra cui quattro juniores e sei ragazzi tra i 17 e i 20 anni che non avevano mai giocato insieme, privi di esperienza di categoria, ma soprattutto 'tesseratì in extremis - con un iter ancora non completato e una verifica in corso da parte della federcalcio - pescati negli ultimi giorni nelle serie inferiori e con una formula contrattuale 'di addestramentò tutta da approfondire.
Su questi tesseramenti sono stati disposti ulteriori accertamenti ed è stato deciso il rinvio. «Chi non rispetta le regole e i principi della competizione sportiva non deve far parte del nostro mondo», ha detto Gravina, aggiungendo che il provvedimento era necessario «per impedire che si giocasse una gara dai contorni farseschi e che si permettesse così ad offendere i valori dello sport». La decisione, ha spiegato il numero uno della Lega Pro Francesco Ghirelli «a seguito di un lungo confronto e in accordo con il presidente federale», è stata presa «per evitare che si scrivesse una vergognosa pagina del calcio italiano».
Era chiaro infatti il tentativo del club emiliano di evitare l'esclusione dal campionato che sarebbe scattata alla quarta gara di fila non disputata. Il Pro Piacenza allenato da Riccardo Maspero, un passato in serie A con Cremonese e Torino, aveva già dato forfait contro Pro Vercelli, Juventus U23 e Siena e questa, la seconda del girone di ritorno, sarebbe stata decisiva. Il presidente Maurizio Pannella, ormai sfiduciato dalla piazza, aveva provato a rassicurare dicendo che la squadra sarebbe scesa regolarmente in campo, che sarebbero arrivati nuovi giocatori e che l’istanza di fallimento «verrà gestita e sistemata», così da concludere dignitosamente il campionato.
Ma Federcalcio e Lega Pro hanno deciso diversamente. Il tutto in uno stadio Garilli, negli anni '90 palcoscenico per il Piacenza tutto italiano di Gigi Cagni, oggi deserto. Sugli spalti, pochi giornalisti e qualche familiare dei giovanissimi che ha sperato invano in un esordio.