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L'ateneo di Parma è partner di una ricerca Ue sugli interferenti endocrini

Svilupperà test per valutare gli effetti sulle funzioni della tiroide

23 gennaio 2019, 18:13

L'ateneo di Parma è partner di una ricerca Ue sugli interferenti endocrini

L’Università di Parma è partner del nuovo progetto collaborativo «Screened» dell’Unione europea, premiato con un finanziamento Horizon 2020, che ha come obiettivo lo sviluppo di specifici test per studiare l’effetto degli interferenti endocrini sulla funzione tiroidea. Il progetto, cui partecipa per l’Italia anche il Consiglio nazionale delle ricerche, ha una durata quinquennale e prevede un finanziamento dall’Ue di oltre 5,6 milioni di euro.
Gli interferenti endocrini sono una classe di composti chimici che si trovano in materiali d’uso quotidiano come alcune plastiche, scatolame per prodotti alimentari, elettrodomestici, cosmetici e pesticidi. Sostanze, ricorda l’ateneo di Parma, che non sono innocue: queste molecole interferiscono con il sistema endocrino dell’uomo modificando la produzione fisiologica degli ormoni e i loro effetti sugli organi bersaglio. In particolare possono contribuire allo sviluppo di obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari durante l’invecchiamento. Tuttavia i meccanismi molecolari coinvolti sono poco noti e i test in vitro attualmente in uso sono fortemente limitati.
Il progetto Screened per la prima volta propone lo sviluppo di un test in vitro, utilizzando cellule staminali tiroidee adulte di ratto e cellule staminali indotte pluripotenti umane, in modo da riprodurre una struttura e funzione ghiandolare compatibile con quella della tiroide nativa in vivo. Screened è coordinato all’Università olandese di Maastricht dal professor Lorenzo Moroni.

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