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EDITORIALE

C'è aria di crisi mondiale. Ma il governo fa finta di nulla

di Aldo Tagliaferro -

26 gennaio 2019, 15:49

C'è aria di crisi mondiale. Ma il governo fa finta di nulla

La domanda che gli economisti si stanno ponendo da settimane è quando finirà il ciclo espansivo partito negli Usa che dura da oltre otto anni. Nessuno - o quasi - aveva previsto il tracollo del 2008 per cui prevale la cautela eppure all'orizzonte si vedono solo nuvole. Certo, non è detto che pioverà, ma le probabilità sono piuttosto alte.

Ieri il premio Nobel Paul Krugman sul New York Times ha individuato quattro potenziali detonatori di crisi: lo shutdown americano, la guerra sui dazi, la possibile crisi in Cina (occhio: il Dragone non è solo un grande esportatore, ma un gigantesco importatore e se si blocca sono dolori per tutti) e l'Europa in affanno sul fronte produttivo e in ordine sempre più sparso sul versante politico. I segnali negativi si susseguono: il barile di petrolio è depresso, l'industria continentale ha tirato il freno a fine 2018, l'Fmi vede nerissimo (soprattutto nel Belpaese), Mario Draghi mercoledì pur usando i soliti abili toni concilianti ha fatto capire che i rischi di crisi aumentano e non a caso ha citato i dati sulla stretta creditizia che in Italia peggiora di circa il 10% sia per il credito alle imprese che per la concessione di mutui.

Gli scricchiolii planetari non dipendono certo dal governo italiano, ma è bene tenere saldo il timone quando il mare è mosso anziché vaneggiare di un nuovo boom economico (Di Maio dixit...) o deridere le previsioni di Bankitalia e del Fondo Monetario. Potrebbe rivelarsi un boomerang.

atagliaferro@gazzettadiparma.net