Sei in Archivio

siracusa

Blitz in gommone di tre parlamentari e sindaco sulla Sea Watch: "Visti i segni delle torture"

27 gennaio 2019, 12:03

Blitz in gommone di tre parlamentari e sindaco sulla Sea Watch:

Con un blitz questa mattina Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, e i parlamentari Stefania Prestigiacomo (Fi) e Riccardo Magi (+Europa) e il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, sono saliti a bordo della Sea Watch. «Abbiamo fatto un blitz - annuncia Fratoianni telefonicamente - utilizzando un gommone. Salvini replica: «Parlamentari italiani (fra cui uno di Forza Italia) non rispettano le leggi italiane e favoriscono l’immigrazione clandestina? Mi spiace per loro, buon viaggio!». A bordo della nave della ong ci sono 47 migranti, salvati 10 giorni fa in acque libiche e da due giorni in rada davanti a Siracusa. Berlusconi: 'se fosse mia responsabilità, li farei senza dubbio sbarcarè. Oggi il procuratore reggente di Siracusa, Fabio Scavone ha precisato che 'il comandante della Sea Watch ieri ha chiesto assistenza psicologica per le persone a bordo, non ha sollecitato un’intervento per emergenza medicà. Alcuni migranti hanno mostrato ai politici saliti in delegazione sulla Sea Watch e ancora a bordo della nave i segni delle torture subite in Libia.

Azione legittima o violazione dell’articolo 650 del codice penale per «inosservanza dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica e ordine pubblico o d’igiene», reato punito con un’ammenda di 206 euro? La scelta del segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni e dei parlamentari Stefania Prestigiacomo (Fi) e Riccardo Magi (+Europa) di salire sulla Sea Watch è sotto i riflettori. Salvini ha detto che «non hanno rispettato le leggi italiane e favoriscono l’immigrazione clandestina». Magi, replica che «illegale è impedire l'ispezione. Abbiamo esercitato le prerogative parlamentari costituzionalmente protette volendo svolgere ispezioni in un luogo da giorni nel limbo del diritto e dell’umanità. Se avessero voluto fermarci lo avrebbero potuto fare», dice.
Gli esperti di diritto internazionale, guardando alla vicenda da una prospettiva più ampia, sposano la seconda tesi. «Non c'è nessun concorso in un eventuale reato, per altro non provato. Se il ministro Salvini ha elementi che indicano che la ong ha violato le norme sul contrasto all’immigrazione clandestina, li denunci alla procura di Siracusa. E anche se emergessero, non c'è alcun concorso da parte dei parlamentari, i quali sono saliti a bordo solo per verificare le condizioni dei migranti», osserva Pasquale De Sena, docente alla Cattolica di Milano.
«In questo momento - sottolinea Cesare Pitea, professore all’Università di Milano - sulla Sea Watch sussiste per i migranti una restrizione della libertà personale e questo autorizza i parlamentari a salire a bordo. La giurisprudenza costante della Corte europea dei diritti dell’Uomo, che è parte del nostro ordinamento, va in questa direzione. C'è poi il recente atto del Tribunale dei ministri di Catania che ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per il caso Diciotti: quella era una nave militare e i giudici hanno ritenuto che astrattamente esistano gli elementi per configurare il sequestro di persona. Sea Watch è una nave civile, ma è stata colpita da un ordine della Capitaneria di porto che la obbliga a mantenere la posizione in rada. Quindi le due situazioni sono similari».
Un altro aspetto è quello dell’emergenza sanitaria: «Dal rapporto di Sea Watch - dice il giurista - non emerge che sia in atto un’epidemia, ma che le condizioni materiali, la costrizione in spazi angusti di molte persone esposte precedentemente a traumi fisici e psichici, le condizioni meteo possono generare un rischio: l’accento va posto sulla prevenzione. E nel rispetto del diritti umani, va autorizzato lo sbarco e data prima accoglienza: non basta mandare coperte e aspirine. Siamo in acque territoriali italiane e i migranti, quindi, sono sotto la giurisdizione italiana. Il fatto che la nave batta bandiera olandese può comportare certamente un obbligo da parte di quel paese, ma non esenta l’Italia dai propri. L’eventuale braccio di ferro con l’Olanda va rimandato».