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L'ESPERTO

Con «Quota 100» non c'è penalizzazione . Ecco come funziona

di Paolo Zani* -

30 gennaio 2019, 16:47

Con «Quota 100» non c'è penalizzazione . Ecco come funziona

  il quesito  

Compirò 62 anni il mese prossimo, 2067 settimane di contributi utili al 30 novembre 2018 e attualmente sto lavorando. Ho anche una gestione separata di 9 mesi (non utili, perché?) e riscattabili ulteriori 55 settimane di laurea (120 già pagate). Vorrei andare in pensione. Ma vale la pena?
G.C.


Compiendo i 62 anni nel febbraio 2019 e con 2067 contributi settimanali, pari a 39 anni e nove mesi, lei può tranquillamente accedere alla pensione in «quota 100», opportunità recentemente introdotta con la legge n° 145/2018 e dal successivo decreto attuativo, che ha previsto, per il triennio 2019/2021, la possibilità di accesso al pensionamento con un’età minima di 62 anni e almeno 38 anni di contributi.

PERCHE' L'IMPORTO E' INFERIORE
Preciso subito che, al di là delle affermazioni - non proprio disinteressate - di vari esponenti politici, l’accesso al pensionamento con «quota 100» non prevede alcuna penalizzazione. E’ vero che si andrà in pensione con un importo inferiore a quello che sarebbe spettato al compimento dell’età pensionabile per la vecchiaia, oggi fissata a 67 anni o anche nel caso di pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, ma questo è determinato dal fatto che la pensione viene calcolata su un numero inferiore di contributi, su 38 anni anziché 42 e 10 mesi nel caso della pensione anticipata ma, ripeto, non è una penalizzazione come, ad esempio, quella inizialmente prevista dalla legge Fornero e poi successivamente abolita che prevedeva - sic et simpliciter - una diminuzione dell’importo di pensione in caso di accesso al trattamento pensionistico a un’età inferiore ai 62 anni.

LA CONVENIENZA
Sul fatto che ne valga la pena deve valutarlo lei sulla base delle sue condizioni oggettive di lavoro: sappia che la pensione le verrebbe liquidata sulla base dei contributi versati e delle retribuzioni percepite negli ultimi anni. A mio avviso non è necessario riscattare ulteriori anni di laurea avendo, come detto, già maturato un diritto a pensione.

GESTIONE SEPARATA
Per quanto riguarda la questione dei contributi (nove mesi) versati nella Gestione separata e, a suo dire, non utilizzabili per il diritto a pensione probabilmente si tratta di contribuzione concomitante/sovrapposta con altra contribuzione. Se così fosse la contribuzione versata nella Gestione separata dell’Inps non andrà persa; non è utile, in quanto sovrapposta, per maturare il diritto alla pensione anticipata ma darà luogo ad una pensione supplementare al compimento dell’età pensionabile: nel suo caso a far data dal 1° luglio 2024 al compimento dei 67 anni e quattro mesi di età.

Paolo Zani

www.tuttoprevidenza.it


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