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BOLOGNA

Parla Igor: "Ho un codice, non tradirò mai gli amici"

30 gennaio 2019, 17:57

Parla Igor:

«Dovevo schiacciare tutto quello che avevo davanti. Mi sono sentito minacciato, allora ho tirato fuori la seconda arma e l’ho seccato». Così Norbert Feher ha ripercorso l’omicidio del barista Davide Fabbri, assassinato a Budrio, nel Bolognese, l’1 aprile 2017. Nell’interrogatorio in videoconferenza 'Igor' ha ammesso sia questo delitto che quello della guardia ecologica volontaria Valerio Verri, l’8 aprile a Portomaggiore. Ma per entrambi ha spiegato di aver agito perchè messo alle strette: «Se non devo usare l’arma, non la tiro fuori», ha detto.
Feher ha anche spiegato di essere andato nel bar di Fabbri non per una rapina, ma per riscuotere un credito di circa 10mila euro per conto di una persona di cui non ha fatto il nome: sarebbe stato pagato con il 10% della somma e con alcune pistole.

Per l’omicidio di Verri ha detto di aver sparato perchè ha visto la pistola del poliziotto provinciale Marco Ravaglia e di non aver neppure guardato se il volontario fosse o meno armato.
Ha invece detto di non c'entrare nulla con la rapina alla guardia giurata Piero Di Marco, il 30 aprile 2017 a Consandolo (Ferrara) nè con l’omicidio del metronotte Salvatore Chianese, nel dicembre 2015 a Ravenna, un ulteriore e precedente delitto per cui è sospettato dalla Procura della città romagnola.

«Non tradirò mai gli amici». Questo il concetto espresso da Norbert Feher nell’interrogatorio nell’udienza in tribunale a Bologna. Igor avrebbe ammesso la responsabilità degli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri, dicendo però di aver sparato perchè messo alle strette. L'imputato ha anche fatto riferimento a un «codice» nelle azioni e a regole che gli impediscono di dare informazioni su chi lo ha aiutato nella fuga dall’Italia alla Spagna, dove è stato arrestato a dicembre 2017 dopo otto mesi di latitanza.

«Bugiardo spaventoso, contraddittorio, a tratti infantile nelle sue ricostruzioni». L'avvocato Giorgio Bacchelli, difensore della vedova di Davide Fabbri, definisce così l’interrogatorio di Igor-Norbert, che ha dato una sua versione dell’omicidio del barista di Budrio.
«Ha detto di essere stato incaricato da un amico di Ferrara di venire a recuperare un credito di 10mila euro e che avrebbe avuto in cambio il 10% e delle armi. Ma quando l’ho interrogatorio gli ho domandato come mai si fosse presentato con il fucile in mano, il cappello in testa e il bavero alzato, si vedevano solo gli occhi». Igor, ha spiegato il legale, ha risposto dicendo che Fabbri «avrebbe dovuto riconoscermi», ma allo stesso tempo ha detto anche «che non lo aveva mai visto prima» e non ha voluto dare ulteriori informazioni.