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IL TEST

Cara vecchia Forester: il senso di Subaru per l'off-road

La nuova generazione è dietro l'angolo, ma il Suv delle Pleiadi dice ancora la sua. Con tanta tecnologia

di Lorenzo Centenari -

31 gennaio 2019, 13:05

Cara vecchia Forester: il senso di Subaru per l'off-road

Presto andrà in pensione, lasciando il posto a una generazione di Subaru Forester, la quinta, completamente nuova. Anche se in «run-out», l’edizione 2019 dell’ormai storico sport utility delle Pleiadi ha ancora frecce al proprio arco. Non forse sul piano stilistico, tallone d’Achille che la robusta Forester si porta dietro dalla nascita: apprezzabili gli sforzi profusi dai designer giapponesi per vestire il mezzo di una «mise» via via più ricercata, tuttavia non è sulla sua forma che fa leva il Suv di Tokyo, quanto - come ogni Subaru che si rispetti - sulla funzione.

L’aspetto è quel che è, ma i contenuti sono eccezionali. A cominciare dalle qualità di digerire il fuoristrada come un piatto di insalata: oggi la proverbiale trazione integrale Symmetrical All-Wheel Drive, sempre in presa e rapida a ridistribuire coppia da un asse a quello opposto, si avvale anche di un programma di elettronica (l’X-Mode) che ne integra le squisite proprietà meccaniche, e che oltre a trazione influenza anche motore, freni e trasmissione. Discesa ripida? Un clic sul tasto del sistema Hill Descend Control, e Forester scende col pilota automatico.

A proposito di cambio: il principio della variazione continua (Cvt) del Lineartronic ben si sposa con la marcia cittadina, tuttavia le sue logiche di funzionamento mortificano la guida sportiva. Ok in abbinamento al 2 litri turbodiesel (non più a listino), abbondante di coppia, ma agganciato al 4 cilindri boxer a benzina (sempre 2.0, ma aspirato) non fa una gran figura, nemmeno ora che simula il passaggio da un rapporto all’altro.

Il Lineartronic va capito, e una volta individuato il giusto range di pressione da esercitare sul pedale del gas, può anche essere che nasca l’amicizia. E che del motore (156 Cv di potenza e 196 Nm di coppia), a poco a poco si apprezzino le doti di ripresa e progressività. Meno di economie di esercizio: difficilmente il computer di bordo proietta medie migliori di 9 l/100 km. Chiudiamo in bellezza: a Subaru Forester MY19 (2.0i da 31.900 euro), voto 10 in sicurezza attiva.

La protezione non è un optional, ora EyeSight di serie su qualsiasi allestimento: il suo valore aggiunto risiede nelle due telecamere stereo installate a monte del parabrezza, le cui immagini a colori e in 3D si incrociano coi dati radar, e grazie alle quali cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza e Lane Keep Assist sono sistemi più affidabili che mai. Sempre in tema di tecnologia: niente male il display di navigazione, peccato che tutt’attorno l’abitacolo, pur spazioso e ricco di soluzioni portaoggetti, non sia esattamente un tripudio di arte moderna.

Ogni Subaru è così, un oggetto da intenditori che non bada ai fronzoli, ma che (stanne certo) ti toglie sempre dai guai.