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Case popolari, Fiazza esulta: "Finalmente dei fontevivesi in cima alla graduatoria"

02 febbraio 2019, 16:28

Case popolari, Fiazza esulta:

"In cima alla graduatoria ci sono “finalmente” dei fontevivesi". Recita così la nota che arriva dal Comune di Fontevivo, in cui il sindaco Tommaso Fiazza e il vice con delega al Welfare Matteo Agoletti esultano per i risultati del primo bando sugli alloggi popolari in cui compare la richiesta di presentazione di documenti che dimostrino di non possedere case all’estero.
“L’Emilia Romagna è quella Regione in cui deve essere un piccolo comune amministrato dalla Lega a dimostrare che, applicando norme di buon senso, si riescono a dare le case popolari ‘prima agli italiani’ in difficoltà”, dice Fiazza.

“Il concetto è semplice– spiega il vicesindaco con delega al Welfare Matteo Agoletti –: non c’è nessun motivo per cui qualcuno debba ricevere una casa popolare se ha un’altra casa altrove. E non c’è nessun motivo per cui gli italiani in difficoltà debbano sempre essere sorpassati nelle graduatorie dagli stranieri. E’ una questione di giustizia. In passato bastava l’autocertificazione ma visto che le risorse sono limitate e abbiamo appurato che in quel modo alcuni ‘furbetti’ scavalcavano persone in situazioni di maggior bisogno, abbiamo preteso un documento ufficiale”.
“Siamo stati il primo comune in regione ad utilizzare questo metodo – aggiunge Fiazza -  e abbiamo raggiunto l’obbiettivo cioè di aiutare prima gli italiani. E’ un concetto di semplice buonsenso ed è anche una questione di scelte e di priorità: per noi vengono prima i Fontevivesi. Ci siamo dovuti limitare a dare 3 punti in più a chi presentava la certificazione perché la Legge regionale ci impediva di rendere il documento indispensabile per accedere al bando, ma in altre regioni si può. La Legge regionale va cambiata”. 
Il provvedimento era stato fortemente criticato dall'opposizione in consiglio comunale, che sottolineava la difficoltà per molti cittadini stranieri di ottenere tale documentazione e quindi di restare esclusi dalle graduatorie anche in situazioni di necessità.