Sei in Archivio

PARMA

L'associazione degli ornitologi: "Ciclabile nel greto del torrente, il Comune rinunci"

Secondo l'AsOER, la fauna legata alla zona della Parma verrebbe danneggiata dalla presenza umana

03 febbraio 2019, 22:11

L'associazione degli ornitologi:

L'associazione degli ornitologi dell'Emilia-Romagna (AsOER) chiede al Comune di non realizzare la pista ciclopedonale nel greto del torrente Parma, per non danneggiare l'equilibrio della fauna presente in quell'area. 
Attraverso un comunicato firmato dal presidente Roberto Tinarelli, l'associazione elenca i motivi secondo cui il progetto andrebbe tralasciato. "Parma è l’unica città dell’Emilia-Romagna (e fra le poche d’Italia) attraversata da sud a nord da
un corso d’acqua - dice l'AsOER - che rappresenta un corridoio ecologico di grande importanza. Molti animali selvatici a locomozione terrestre e anche gli uccelli utilizzano il torrente per spostarsi dalle colline alla pianura e viceversa, passando attraverso il centro storico della città".

"La presenza di grandi alberi, cespugli e prati attira varie specie animali nell’area golenale, altre trovano il loro habitat nel greto - continuano gli ornitologi -. L’area è importante in tutto l’arco dell'anno, sia per le specie nidificanti che per quelle svernanti e migratrici" Nel tratto urbano del torrente Parma, noltre, "vivono anche numerosi mammiferi, come scoiattoli, lepri,
caprioli e ricci. Questo raro esempio di biodiversità urbana è facilmente osservabile dai viali del Lungoparma e dai ponti del centro città, mentre il disturbo antropico causato dall’accesso alla pista ciclo-pedonale nel greto costituirebbe un fattore fortemente limitante per la presenza degli animali selvatici".

A giudizio degli ornitologi, "la viabilità cittadina non può essere scaricata su una zona naturale".  Da qui la richiesta all’Amministrazione: "rinunci al progetto di pista ciclo-pedonale all’interno del greto del torrente. Questa limiterebbe fortemente l’uso del torrente da parte della fauna selvatica come habitat e come corridoio ecologico e sarebbe di conseguenza incompatibile con gli obiettivi di mantenimento in buono stato di conservazione delle specie di interesse comunitario".