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politica

Pizzarotti: "Interesse per Calenda? Avere un nemico comune non basta"

05 febbraio 2019, 11:29

Pizzarotti:

«Non basta avere un nemico comune, bisogna trovare radici in termini valoriali e programmatici, come sul tema ambientale», e «questa base di partenza, per essere insieme, noi non l’abbiamo vista». Così Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e presidente di Italia in Comune, intervenendo a Studio24 su Rainews24, risponde a un suo interesse per il manifesto 'Siamo Europei" di Carlo Calenda.
«Con Calenda - dice Pizzarotti - abbiamo interagito, è una persona che stimo» ma il «punto limitante del manifesto è che non basta avere un nemico in comune per trovare delle radici comuni», anche se dall’altra parte «ci sono sovranisti, populisti e persone che rievocano la lira come se bastasse questo a tornare a quello che è un mondo pre-globalizzazione che non esiste più».

Le parole di Roberto Fico «non pesano», «è stato messo presidente della Camera come contropartita per disturbare il meno possibile all’interno del contesto governativo». Così Pizzarotti risponde a una domanda sulle affermazioni di Fico a proposito del caso Diciotti.
Dunque, aggiunge Pizzarotti, Fico «lancia dei messaggi che poi non seguono ad azioni, dire che ci sono dei problemi senza poi far seguire a questi messaggi azioni concrete è molto facile. Penso che servirebbe invocare, in stile Movimento 5 Stelle della scorsa legislatura, in una votazione interna in diretta streaming, tutte quelle cose che prima sembravano normali e per cui tutti gli altri erano stati denigrati, e che sono scomparse dal vocabolario oltre che dal radar di qualsiasi azione di questi parlamentari nuovi eletti».

Sulla Tav non serve «essere tifosi del si o del no ma ragionare con la testa», «io sono per andare avanti e modificare quello che serve modificare». Lo dice Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e presidente di Italia in Comune, intervenendo a Studio24 su Rainews24.
«Quello che va salvato della Tav - spiega - è il discorso prospettico, il tema del progresso». «Del 'nò non bisogna dimenticare le ragioni ambientali e di utilità in sè dell’opera». La questione, aggiunge, «va approfondita ma non in termini di costi benefici, che è uno studio per farsi dire di no e per giustificare perchè si dice di no». Bisogna «cercare di fare le cose utili, non sprecare risorse ma di andare avanti, di progredire».