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Spadaro: «I diritti dei figli devono essere tutelati per primi»

Il presidente del Tribunale dei minori di Bologna ha parlato del riconoscimento dei bimbi del partner

di Claudia Olimpia Rossi -

05 febbraio 2019, 10:49

Spadaro: «I diritti dei figli devono essere tutelati per primi»

Se la simbolica bilancia della giustizia sostiene con un braccio i tomi del diritto e con l’altro le ragioni del cuore, può accadere di sentire il giudice Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale dei Minori di Bologna, parlare di amore, del bisogno di guardare negli occhi le persone, mentre la platea di avvocati gli tributa un applauso ad oltranza.

Il convegno “L’adozione del figlio del partner (stepchild adoption): cosa cambia con la Legge 76/2016”, svoltosi venerdì scorso alla Camera di Commercio, ha affrontato il delicato tema sotto il profilo legale in un’ottica antropologica, coinvolgendo nel dibattito il Comune di Parma, che di recente ha sottoscritto quattro atti di riconoscimento di bambini nati all’interno di coppie omogenitoriali.

Il vicesindaco Marco Bosi, convinto della «necessità di prendere atto della vita reale di un nucleo familiare con due mamme, conferendo pari dignità, diritti e doveri rispetto agli altri», ha sottolineato «l’importanza della tutela dei minori oltre ogni diatriba politica». L’adozione del figlio del partner è un istituto divenuto di urgente inquadramento a seguito della Legge 76/2016, che ha disciplinato le convivenze e regolamentato le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Mancando nel dettato legislativo un’esplicita previsione in merito alla genitorialità, la stepchild adoption viene disposta dal giudice (ex art. 1 comma 20, accogliendo l’applicazione dell’art. 44 L. 84/1983: adozione in casi particolari) laddove risponda al superiore interesse del minore. Sull’argomento, illustrato da Margherita Tudisco, che ne fece la tesi di laurea, ed introdotto da Marina Cafferata, presidente dell’Associazione forense di Parma, e Valentina Migliardi, presidente dell’Associazione giovani avvocati di Parma, che hanno organizzato l’evento, si è soffermato nel dettaglio Antonio Schillaci, ricercatore. Spiegando anche le tre fattispecie in cui la stepchild adoption ricorre: trascrizione di atti di nascita formati all’estero; ipotesi di transnazionalità: ad esempio, minore nato all’estero; iscrizione anagrafica dei figli di due madri sulla base della Legge 76/2016. I relatori hanno subito chiarito che autorizzare la stepchild adoption non significa legittimare il ricorso alla maternità surrogata e a tecniche di procreazione medicalmente assistita, consentendo invece di offrire tutela ai bambini nati all’estero da coppie dello stesso sesso.

«La genitorialità – ha detto Giuseppe Spadaro, giudice coraggioso, da sempre dedito alla difesa dei soggetti fragili – non è un diritto ma una responsabilità, la più alta della vita. Occorre dunque ribaltare l’angolo prospettico. Il diritto di famiglia non si basa sul rapporto coniugale ma sul diritto del minore ad avere una famiglia, indipendentemente dall’orientamento sessuale, idonea ad assumerne la cura con il necessario amore. A questo ci richiama anche la Corte Europea. Non dimentichiamo che la tutela dei diritti, soprattutto riguardanti i più deboli, è il nostro motivo di esistenza professionale».