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NEW DELHI

Ex monaco tibetano diventa modella e danzatrice trans

Da Tenzin a Mariko, la prima transgender del Tibet

di Rita Cenni (agenzia Ansa) -

07 febbraio 2019, 21:46

Ex monaco tibetano diventa modella e danzatrice trans

«Sono fiera di essere la prima transgender tibetana: e non perchè sono famosa, ma perché, nel mio piccolo, so di avere aperto la strada alle altre, che, dopo di me, potranno farsi avanti»: Mariko Ugen, nata tibetana, modella, danzatrice e consulente di make-up, prima di trovare il coraggio di scegliere la sua vera identità e uscire allo scoperto, è stata, per quasi dieci anni, un giovane monaco buddista, conosciuto col nome che aveva dalla nascita, Tenzin.
La sua storia è stata pubblicata oggi sul quotidiano Times of india. Tenzin, il bambino che sin dalla prima infanzia non si riconosceva nel suo corpo maschile, era nato a Bir, un villaggio dell’Himachal Pradesh, in India, dove i suoi genitori erano emigrati dal Tibet.
«No, non mi sono svegliata una mattina e ho deciso di diventare una persona transgender: sin dall’infanzia ho dovuto superare molte sfide, psicologiche, economiche, sociali. All’età di nove anni», ha raccontato l’ex monaco, «i miei, che stentavano a far crescere una famiglia di sei figli, decisero di mandarmi al monastero buddista Tergar di Kathmandu, in Nepal, per farmi diventare monaco. Per anni, in quella comunità religiosa mi sono sentita doppiamente imprigionata, in un corpo che mi era estraneo, e in una vita che non era la mia; finalmente, nel 2014 trovai la forza di accettare la mia identità e rivelarla al mondo: non avevo più scelta, perché un video in cui danzavo vestita in abiti femminili alla festa di matrimonio di un amico a Delhi era diventato virale sui social».
Il monaco Tenzin lascia il convento, la meditazione, la questua, abbandona l’abito monastico color carminio, cambia nome, e affronta l’iter dell’intervento chirurgico per il cambiamento di sesso.
Un anno dopo, nel 2015 Mariko viene ammessa, come ballerina, al concorso di bellezza Miss Tibet, a Dharamshala, dove nel frattempo, anche i suoi genitori sono tornati a vivere. «Ebbi un successo inatteso: in Tibet non avevano mai visto una transgender prima di me». Mariko immaginava che i riflettori si sarebbero spenti pochi mesi dopo quel momento di popolarità, ma non è andata così: al contrario, è ha avuto un successo crescente come modella, danzatrice professionista, make-up designer, ed è diventata una influencer, con 20 mila follower che seguono il suo account su Istagram.
«Non lo avrei mai creduto. La nostra comunità tibetana è piccola, tradizionalista, e nei primi tempi ero stata trattata malissimo, rifiutata, appellata con parole offensive: mi chiamavano «pholo-molo», l’espressione dispregiativa che in Tibet si usa per indicare qualcuno che non è nè maschio nè femmina, meno di niente», ha rivelato Mariko recentemente, nel suo intervento ad un incontro Tedx. «Adesso, invece, tutti mi trattano come una star. Sono finalmente in pace con la mia scelta, e non perchè ho raggiunto la celebrità, ma perchè mi sento circondata da affetto e da approvazione per il mio coraggio».