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EDITORIALE

Ma la più giovane di Sanremo ha quasi 70 anni

di Massimo Sperindè -

11 febbraio 2019, 15:43

Ma la più giovane di Sanremo ha quasi 70 anni

Doveva essere il Sanremo del rinnovamento, dei giovani rampanti, dell'italianità. E sicuramente lo è anche stato: dell'italianità senz'altro. E della gioventù...

Beh, ha vinto il giovane e semisconosciuto Mahmood: una favola che diventa realtà, anche se Salvini non stapperà bottiglie di (italianissimo) spumante, per questo. E Ultimo, altro giovanissimo, non è riuscito a ribaltare il senso del suo nome nonostante i pronostici della vigilia ma, come da copione per i grandi favoriti, è arrivato secondo, tra infinite polemiche. Prendendola anche male, fra l'altro. Il podio l'ha completato Il Volo: i tre talenti lirici, anche se da anni imperversano e nonostante il loro stile non sia propriamente un inno all'avanguardia musicale, comunque giovanissimi sono.

Però... Però la vera trionfatrice morale, la «ragazza» più grintosa, più applaudita, più «moderna» del lotto è quella finita solo ai piedi del podio, nonostante le ovazioni (prima) e le proteste (a verdetto sancito) del pubblico dell'Ariston: cosce al vento come ormai da decenni, look da novella fata turchina, Loredana Bertè sul palco ha portato tutta la gioventù dei suoi 68 anni, stupendo e ammaliando, graffiando con la sua inconfondibile voce le sole note veramente rock dell'intero panorama sanremese di quest'anno. E raccogliendo applausi a scena aperta. Se vi sembra poco...

Il concetto fondamentale che se ne ricava è che la gioventù, la freschezza, la modernità di una canzone o di un interprete non è la carta d'identità a stabilirla, quanto la capacità di mordere il palco con grinta e talento, unita alla voglia di osare. E se a farlo è una «signora» (ci perdoni Loredana per questa definizione) alla soglia dei 70, poco cambia: la musica italiana è da qui che deve ripartire.

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