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Sanremo

Salvini: "Non ce l'ho con Mahmood, contesto la giuria"

"Un salotto radical-chic. Ho chiamato Alessandro, felice per lui"

11 febbraio 2019, 10:48

Salvini:

«Mi sono fatto dare il suo numero di telefono e l’ho chiamato. E’ un ragazzo di vent'anni, comincia adesso, mi sono informato sul suo percorso artistico e gli ho voluto dire direttamente che si deve godere la vittoria e che sono felice per lui». Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervistato da La Stampa, torna sul suo tweet sul vincitore di Sanremo, Mahmood: «E' un ragazzo italiano che suo malgrado è stato eletto a simbolo dell’integrazione. Ma lui non si deve integrare, è nato a Milano. Lo hanno messo al centro di una storia che non gli appartiene».
Prende le distanza dalla «polemica politica strisciante e pretestuosa», mette piuttosto in dubbio «la composizione della giuria d’onore»: «Senza senso, mancava solo mio cugino e sarebbe stata completa. Come se mi chiamassero ad attribuire il Leone d’Oro. Sanremo deciso da un salotto radical-chic», «quando uscirà il prossimo film di Ozpetek voglio vederlo e poi faccio la critica». E ribadisce: «Da fan di Baglioni mi piacerebbe che l'anno prossimo ci fosse maggiore trasparenza. Fossi in Ultimo l'avrei presa malissimo» e «mi dispiace perché una marea di gente scrive che l’han fatto per fare un dispetto a me. E questo non va bene. Ma Ultimo andrà benissimo è molto scaricato, ripeto la vera vittima è Mahmood etichettato come il cantante degli sbarchi. Qui sta lo specchio del Paese, nella contrapposizione popolo-élite».