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Nel mondo 420.000 morti l'anno per cibi contaminati

12 febbraio 2019, 18:21

Nel mondo 420.000 morti l'anno per cibi contaminati

Cibi contaminati da batteri, virus, parassiti, tossine o sostanze chimiche. Nel mondo sono talmente diffusi da rappresentare ormai una vera e propria emergenza che, ogni anno, fa registrare 420mila morti e 600 milioni di malati con un costo stimato di circa 95-100 miliardi di dollari in Paesi e basso e medio reddito. I dati, allarmanti, arrivano dalla sessione di apertura, ad Addis Abeba, della prima Conferenza internazionale sulla sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, organizzata dall’Unione africana (UA), dalla Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Un quadro preoccupante a fronte del quale, avvertono le organizzazioni, «è necessaria una maggiore cooperazione internazionale, per evitare che alimenti non sicuri causino problemi di salute e ostacolino i progressi verso uno sviluppo sostenibile». Malattie legate a carenze alimentari pericolose, affermano gli esperti, «sovraccaricano i sistemi sanitari e danneggiano le economie, il commercio e il turismo» e per questo «la sicurezza degli alimenti deve essere un obiettivo fondamentale in ogni fase della catena alimentare, dalla produzione alla raccolta, lavorazione, stoccaggio, distribuzione e consumo». A questo proposito, «la partnership tra l’Unione africana e le Nazioni Unite è strategica e di vecchia data - ha dichiarato il Presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat -. Questa conferenza è una dimostrazione di tale partnership. Senza alimenti sicuri dal punto di vista igienico-sanitario, non è possibile raggiungere la sicurezza alimentare». Anche per il direttore generale della FAO, Josè Graziano da Silva, la Conferenza è «una grande opportunità per la comunità internazionale di rafforzare gli impegni politici e concordare azioni chiave. Salvaguardare il nostro cibo è una responsabilità condivisa. Dobbiamo tutti fare la nostra parte. Dobbiamo lavorare insieme - ha detto - per aumentare la sicurezza degli alimenti nelle agende politiche nazionali e internazionali». Infatti, ha rilevato il direttore generale Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, «il cibo non sicuro è responsabile di centinaia di migliaia di morti ogni anno, ma non ha ricevuto l'attenzione politica che meritava. Garantire alle persone l'accesso a cibo sicuro richiede maggiori investimenti in regole più rigorose, in laboratori, nella sorveglianza e nel monitoraggio. Nel nostro mondo globalizzato, la sicurezza degli alimenti è un problema che riguarda tutti». Folta la platea della Conferenza di due giorni, alla quale partecipano ministri dell’Agricoltura, Salute e Commercio di circa 130 paesi, oltre a organizzazioni di consumatori, produttori alimentari e organizzazioni della società civile. Un problema, quello della sicurezza alimentare, prioritario nei Paesi in via di sviluppo, ma che anche in Occidente necessita di monitoraggio. In questa direzione, in paesi come l’Italia, ha sottolineato il presidente della commissione Sanità del Senato Giampaolo Sileri, «il lavoro portato avanti dai Carabinieri del Nas riveste un’importanza fondamentale, con 51.194 interventi a livello nazionale quest’anno che hanno fatto emergere 13.555 situazioni non regolamentari».