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GOVERNO

Tav: ecco l'analisi costi-benefici: il saldo è di -7/8 miliardi. Il commissario: "Dati truffa"

Lo studio del Mit: "Impatto sulle casse degli Stati fino a 10-16 mld". Commissione divisa. Piovono critiche

12 febbraio 2019, 12:34

Tav: ecco l'analisi costi-benefici: il saldo è di  -7/8 miliardi. Il commissario:

Nello scenario "realistico" il valore attuale netto economico (Vane), ovvero il saldo tra i costi e i benefici, risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi "a finire" (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero. Lo si legge nel dossier pubblicato dal Ministero dei trasporti e infrastrutture.

Penali In caso di scioglimento del progetto della Tav il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe raggiungere i 4,2 miliardi. E’ quanto è possibile determinare sommando i vari importi contenuti nella Relazione tecnico giuridica collegata all’analisi costi benefici della Tav. Molti sono importi massimi "difficilmente raggiungibili". Tanto che nella relazione si spiega che "i molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento". La variabile è dovuta a "più soggetti sovrani" che dovrebbero negoziare gli importi.

Il commissario Foietta "Mi riservo di vedere nel dettaglio i numeri, ma dalle prime indicazioni mi sembra che dalla farsa si è passati alla truffa". Il Commissario Straordinario per l'Asse Ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta, commenta così l'analisi costi benefici del governo sulla Tav. "E' una analisi truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone", denuncia sostenendo che "i costi sono ampiamente gonfiati, mentre c'è una enorme sottovalutazione dei benefici ambientali e sociali".

Mini-Tav Se non venisse realizzata la tratta Avigliana-Orbassano, limitando il progetto alla cosiddetta mini-Tav, il Valore attuale netto economico dell’investimento (Vane) con costi 'a finire' (escludendo i soldi già spesi) ammonterebbe a -6.138 milioni e quello calcolato con riferimento al costo intero a -7.093 milioni secondo l’Analisi costi-benefici. In caso di mancata realizzazione della tratta i mancati benefici per i passeggeri regionali risulterebbero pari a 305 milioni.

L'impatto sulle finanze pubbliche La Tav avrebbe un impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati superiore alla sola somma dei costi di investimento e di gestione: a questi devono infatti essere sommate le minori accise che - si legge nell’analisi costi-benefici del Mit - portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario "realistico" e a 16 miliardi in quello "Osservatorio2011".

Un falso? "A una prima sommaria lettura l'agognata analisi costi-benefici sulla Tav sembra un elenco di costi gonfiati. Una volta si sarebbe parlato di falso in bilancio, oggi sembra più una farsa in bilancio redatta da uno storico nemico del trasporto su treno e sostenitore del trasporto su gomma, leggi Tir e Autostrade, con buona pace di tutti i proclami a favore dell’ambiente. La Banca europea di investimenti aveva fatto solo tre anni fa l’analisi costi benefici su richiesta della Commissione europea e dei Paesi coinvolti nella Tav, il risultato era opposto. Ora leggeremo con più attenzione l’elaborato commissionato dal ministro Toninelli, con occhio più tecnico, anche se di tecnica in questa analisi ci sembra ce ne sia poca, ad abbondare, semmai, è l’ideologia". Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente della componente NcI- Usei della Camera dei deputati.

Le imprese: "Lancio di dadi" "Mi pare si possa parlare di numeri risultato di un lancio di dadi", una "risposta ideologica ad una promessa elettorale che una parte del Governo sta cercando di mantenere. Siamo di fronte a una foglia di fico a uso e consumo del M5S". Così Corrado Alberto, presidente dell’Api Torino, commenta l’analisi costi-benefici sulla Tav. "E' inutile parlare di competitività di un Paese e di un territorio - osserva - se non si ha il coraggio di effettuare investimenti che devono andare ben al di là di un opinabile calcolo economico".

Commissione divisa Riporta la firma di cinque commissari l’analisi costi-benefici, pubblicata oggi dal Mit, che boccia la Torino-Lione. Il sesto, l’ingegnere Pierluigi Coppola, non ha sottoscritto il documento. A farlo notare è il parlamentare torinese del Pd, Davide Gariglio, che parla di «documento da invalidare». Coppola, sostiene, era «l'unico esperto neutrale presente tra i commissari scelti dal ministro Toninelli, che si è peraltro apertamente dissociato dai risultati finali».