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PUGLIA

Fornitore non paga l'Iva dopo il crac Parmalat: la condanna è da rivedere

13 febbraio 2019, 21:09

Fornitore non paga l'Iva dopo il crac Parmalat: la condanna è da rivedere

Non aveva versato l’Iva per il 2010 sulle fatture emesse e per questo la Corte di Appello di Lecce aveva condannato a quattro mesi di reclusione un imprenditore brindisino che, rimasto coinvolto del crac di Parmalat e non avendo ricevuto i pagamenti delle forniture di latte per il gruppo di Collecchio, aveva scelto di pagare gli stipendi ai dipendenti anziché dare la precedenza al fisco, «costretto» a ciò anche «per assicurare la continuità aziendale della Parmalat come disposto dal Commissario straordinario». Adesso la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna di Annibale I. proprio perché o giudici di merito non hanno minimamente considerato la situazione creatasi con il crac, e non hanno dato alcuna risposta alle obiezioni della difesa dell’imprenditore «in relazione alla peculiarità della vicenda, alle necessità di far fronte alle commesse Parmalat (a fronte anche delle urgenze rappresentate dalle figure pubbliche di riferimento della procedura concorsuale) ed al conseguente ulteriore indebitamento».
Ora la vicenda torna alla Corte di Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, e gli "ermellini" - sentenza 6920 - hanno anche bacchettato i giudici d’appello perché «nulla hanno dedotto in relazione alla peculiarità del crac», e per un sospetto "copia e incolla" «anche a tacere della ricordata differenza grafica».