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EDITORIALE

Ma ora crepi la fazione e viva la nazione

di Domenico Cacopardo -

13 febbraio 2019, 13:58

Ma ora crepi la fazione e viva la nazione

Matteo Salvini è un animale politico. Uno dei pochi. E ha capito, letti i risultati delle elezioni regionali abruzzesi, che s’è aperto un grande problema in casa 5 Stelle: ha perciò evitato i toni trionfalistici e ha assicurato la propria fedeltà al contratto di governo.

Peraltro, è evidente che il leader leghista potrebbe voler passare all’incasso del generale gradimento. Per farlo, ha uno stretto slot temporale: se oggi è troppo presto e i rischi sono elevatissimi, domani, a elezioni europee celebrate, potrebbe essere troppo tardi, per una serie di ragioni, che riguardano sì il consenso, ma anche e soprattutto ciò che accadrà tra oggi e la fine di maggio (24 febbraio Sardegna e Basilicata e 26 maggio Parlamento europeo).

Il risultato nella regione Abruzzo è stato deludente per i grillini. E ha già aperto una discussione tra l’ala pura e dura, radicale, i cui più noti rappresentanti sono Fico e Di Battista e l’ala governativa. Per contenere le pressioni interne che, per ora, non si sono catalizzate in un’alternativa a Di Maio, questi deve irrigidire le posizioni identitarie nella coalizione di governo su tutti i dossier all’ordine del giorno. Dalla Tav al rapporto con Banca d’Italia, all’assurda tentata entente con i gilets jaune – vero e proprio movimento eversivo –, all’appoggio a Maduro, sino alla madre di tutte le questioni, all’esame in settimana: l’autonomia allargata 

di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Un passo, questo, che, nel ridefinire l’orizzonte delle loro competenze con relative dotazioni finanziarie, finisce per indebolire le capacità dello Stato di garantire la solidarietà orizzontale che è la premessa della vita unitaria della nazione.
E poco dopo, ci sarà il problema della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini che sarà affrontata dall’apposita commissione del Senato, prima di passare all’aula. Se, com’è possibile, alla luce delle loro attuali difficoltà, i
5 Stelle, per non spaccarsi, voteranno Sì all’autorizzazione, le conseguenze sul fronte governativo saranno immediate e per due motivi: perché i grillini potrebbero affrontare una campagna elettorale sventolando onestà e rigore giustizialista e perché Salvini potrebbe impugnare la bandiera dell’ordine e della sicurezza.
Per queste semplici ragioni di buon senso, le settimane venture saranno molto calde. Un calore che si riverberà naturalmente sulla situazione finanziaria del Paese (spread in movimento) e su quella economica (aggravamento degli indici recessivi).
La ragione, la benefica risorsa dei paesi e delle classi dirigenti nei tempi bui, dev’essere ritrovata. Il punto dovrebbe essere il solito e basilare: crepi la fazione e viva la nazione.
www.cacopardo.it