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Violenza su una 16enne: condannato l'autista del pulmino

13 febbraio 2019, 06:01

Violenza su una 16enne: condannato l'autista del pulmino

Le mani addosso, i baci, gli abbracci e le frasi. Lui, di 46 anni più vecchio, a lei, sedicenne, aveva detto che poteva essere sua figlia (quando avrebbe potuto benissimo essere una nipote) per poi passare alle proposte. Del tipo che a lei sarebbe bastato dirgli di avere voglia di vederlo, perché lui si facesse vivo. Anche da quelle parole lei si era sentita violata. Si era schermita, aveva allungato il passo quando non era intrappolata sul sedile; non aveva gridato solo perché bloccata dalla paura. E per quella strana vergogna che spesso prende chi subisce pesanti attenzioni.

Era il dicembre del 2016. Un pulmino partì di buon'ora da La Spezia per la partita di una squadra giovanile di basket a Legnano. Una trasferta sportiva per gli altri; in un incubo - stando alla sua denuncia - per la fidanzatina di uno dei giocatori. Il viaggio prese una brutta piega già poco dopo la partenza: lei, salendo, trovò l'autista con 20 euro in mano. «Grazie, non dovevi» gli disse scherzando, dopo che gli si era dovuta sedere accanto. E lui, serio, rispose: «È il mio regalo di Natale. Ma non dirlo a nessuno». Poco dopo, l'uomo chiese alla ragazzina di mostrargli le foto di lei sul suo cellulare.

A Cortile San Martino non furono più solo parole. Al momento di ripartire dall'area di servizio, la ragazza si trovò una mano dell'autista tra le gambe. «Ho freddo» disse lui, e intanto fece salire la mano verso l'inguine della ragazza. Lei restò come paralizzata, prima di intimargli di togliere quella mano: «Mi dà fastidio». Eppure, lui tornò alla carica a Legnano, allungando le mani mentre lei aiutava a scaricare il pulmino: tanto da costringerla ad allungare il passo. Lei finalmente trovò il modo di restituire quei 20 euro.

Ma intanto vennero i baci e le carezze moleste, nonostante al ritorno la sedicenne fosse riuscita a far sedere un ragazzo tra sé e l'autista. Lui aspettò che il ragazzo si addormentasse, per allungare ancora le mani. Solo il giorno dopo la ragazza raccontò quanto le fosse accaduto. Così lo venne a sapere anche la madre. Partì la denuncia. Ieri, il Gup ha condannato il 64enne autista a due anni di reclusione. L'uomo (che dovrà pagare anche 3000 euro di risarcimento alla ragazza) è stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per lo stesso periodo e in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado.

rob.lon.

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