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CARABINIERI

Vendute 11mila bottiglie di falso Tignanello. Truffa scoperta dalla procura di Parma, arrestato un 30enne

Ai domiciliari anche la madre e un complice. Arresti e controlli dei Nas a Cremona e Firenze

14 febbraio 2019, 11:03

Vendute 11mila bottiglie di falso Tignanello. Truffa scoperta dalla procura di Parma, arrestato un 30enne

Falsificavano bottiglie di vini toscani pregiati (ne hanno piazzate almeno 11.000 bottiglie sia in Italia che all’estero, soprattutto in Germania e Belgio) e hanno cercato fornitori di etichette e packaging nel Parmense. Per l'acquisto di materiale si sono rivolti a ditte di diverse città italiane. Al termine di un'indagine coordinata dalla Procura di Parma, un 30enne mantovano è stato arrestato; ai domiciliari la madre e un complice residente nel Cremonese. 
Durante l'operazione "Surface" si sono attivati i Nas dei carabinieri di Firenze e Cremona. A conclusione delle indagini, il gip di Parma ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare: una in carcere e due ai domiciliari. 

E' stato arrestato Matteo Fazzi, 30enne mantovano. La madre, la 57enne Maria Alessandra Morini, è agli arresti domiciliari. Domiciliari anche per un complice, il 54enne Sergio Papa, originario della Campania e residente nel Cremonese. 
Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, i tre sono protagonisti della contraffazione di bottiglie della casa vinicola "Marchesi Antinori" e della produzione di almeno 11mila bottiglie di vino Igt Toscana a marchio "Tignanello". 
Nel febbraio 2017 i Nas di Firenze hanno scoperto che in una tipografia di Pistoia un fantomatico "signor Paolo Rossi" aveva chiesto la stampa di 4.500 etichette di vino Tignanello, bottiglie da 750 ml, annate 2009-10-11. Si trattava però di una falsificazione, compiuta con una certa "professionalità" a parte un errore contenuto nell'etichetta anteriore (la scritta "altidudine" anziché "altitudine", una sorta di "firma" sulle bottiglie messe in circolazione). 
Il fantomatico signor Rossi e il suo entourage si sono così spostati in provincia di Parma, contattando diverse tipografie. La prima tipografia contattata per la stampa delle etichette ha però appurato che la ditta Antinori ne era all'oscuro e che la società AB Comunicazione non esisteva. 
Il gruppo è riuscito a ottenere alcune stampe da una ditta di Parma esperta in fotoincisioni (che non è indagata poiché inconsapevole dei meccanismi illeciti che riguardavano le etichette commissionate). Per l'approvvigionamento del packaging sono stati avviati contatti in diverse province: Parma (almeno quattro le ditte coinvolte), Reggio Emilia, Modena, Alessandria, Sassari (per l'acquisto di 3mila sugheri), Taranto (per l'acquisto di 10mila capsule in laminato pe bottiglia, con i marchi del Tignanello) e Latina (per l'acquisto di rullatrice, tappatrice, imbottigliatrice e serbatoi per vino della capacità di mille litri).
La prima contraffazione è stata portata a termine nel Parmense: per questo l'indagine è coordinata dalla Procura di Parma. Nel Parmense è stata individuata anche l'azienda per stampare i cartoni esterni con i marchi contraffatti della Antinori.
Oltre all'arrestato e alle due persone ai domiciliari, ci sono altri 6 indagati. 

Le indagini hanno coinvolto anche l’estero, in particolare la Germania con il coinvolgimento di Europol, della Polizia Criminale di Colonia e della Polizia della Land Renania Settentrionale-Westfalia. In quest'area si era infatti concentrata la commercializzazione del prodotto falso, da qui ceduto poi anche ad una ristoratore di Liegi in Belgio.

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