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La parola all'esperto

«Quota 100», per la riscossione del Tfr non è cambiato nulla

Cosa accade ai trattamenti di fine servizio e di fine rapporto maturati negli ultimi mesi alla luce della nuova normativa?

di Paolo Zani -

17 febbraio 2019, 12:31

«Quota 100», per la riscossione  del Tfr non è cambiato nulla

IL QUESITO

Sono una ex insegnante in pensione dall'1/9/2018, per anzianità. Vorrei sapere se è cambiato qualcosa, riguardo alla riscossione del Tfr, dopo i decreti attuativi relativi alla «Quota 100» nella legge di bilancio.

G.M.

Il decreto legge del 28 gennaio 2019 n° 4, che ha dato attuazione alle novità previdenziali introdotte dalla legge di bilancio per l’anno 2019, non prevede novità per l’erogazione del TFS (trattamento di fine servizio ) o TFR (trattamento di fine rapporto di lavoro) per i pubblici dipendenti. Con l’ articolo 13 del decreto n° 4/2019, da un lato si riconferma la vecchia normativa per chi avrà liquidata la pensione con «quota 100» e per i lavoratori che accedono al pensionamento con i vecchi requisiti previsti dalla legge Fornero, quindi questi lavoratori conseguiranno il riconoscimento dell’indennità di fine servizio comunque denominata con le dilazioni temporali a seconda delle modalità di pensionamento (105 gg., 12 o 24 mesi dalla cessazione), dall’altro lato introduce un elemento di novità.
LA RICHIESTA
Di cosa si tratta? I lavoratori del settore pubblico che accederanno al pensionamento con «quota 100» e anche quelli che andranno in pensione con le vecchie normative potranno presentare richiesta di finanziamento/anticipazione alle banche o agli intermediari finanziari che aderiranno all’accordo da stipulare con i Ministeri competenti, di una somma pari all'importo spettante come trattamento (TFS o TFR) se inferiore ai 30.000 euro e comunque nella misura massima di 30.000 euro se superiore.
LA GARANZIA
Questo prestito è garantito da un Fondo istituito presso il Ministero dell’economia; il finanziamento è esente dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo e da ogni altra imposta indiretta, nonché' da ogni altro tributo o diritto. Il tasso di interesse è fissato nell'accordo quadro tra i Ministeri competenti e l’associazione bancaria italiana. Queste , in sintesi, le novità.
IL QUESITO
Ma venendo alla sua domanda la risposta è negativa in quanto le nuove disposizioni si applicano, a mio modo di vedere, a far data dal 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del Decreto legge n° 4/2019) ed alle cessazioni lavorative per pensionamento intervenute dopo tale data.
Nel suo caso specifico essendo andata in pensione nel settembre 2018 direi che non c’è niente da fare, a meno che l’accordo banche/ministeri preveda qualcosa anche per chi come lei è già in pensione. Ma, nello specifico, il decreto legge non prevede nulla.
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