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EDITORIALE

Silvio e Matteo amici-nemici. Il centrodestra si sgretola?

di Vittorio Testa -

17 febbraio 2019, 14:06

Silvio e Matteo amici-nemici. Il centrodestra si sgretola?

Non si sono mai piaciuti il vecchio istrione carico di battaglie Silvio Berlusconi e il giovane padano leghista rabdomante di voti Matteo Salvini che in poco tempo ha clamorosamente sovvertito i rapporti di forza nel centrodestra cristallizzati in una primazia del Cavaliere accettata, salvo il dissidio del 1994, da Umberto Bossi. Diventato segretario dei ‘’Lumbard’’, Salvini lanciò lo slogan «La Lega ad Arcore col cappello in mano è finita» per arrivare infine a contendere e strappare, a suon di voti, la leadership a Berlusconi al termine di una campagna elettorale in cui, entrambi candidati premier, ciascuno ha corso sgomitando l’alleato. Il Cavaliere dalle antenne ipersensibili, captata la bufera in arrivo, era arrivato un anno prima a mettere in guardia gli italiani dalla «sciagurata eventualità» che potesse nascere «l’Italia di Salvini e Di Maio». Si sa com’è andata e come via via Berlusconi abbia fatto di tutto per evitare che il giovane competitore-alleato (!) contraesse «un patto innaturale tra la Lega e il Movimento 5 stelle». Ora lo smacco in Abruzzo e le paure per le prossime votazioni in Sardegna, con lo spettro finale delle elezioni Europee di fine maggio, hanno spinto il Cavaliere ottantaduenne a un attacco su tutta la linea contro Salvini. Il vecchio duellante si incupisce e mastica amaro: «Gli italiani sono tutti pazzi, come si fa a dare fiducia a un buono a nulla come Di Maio?».

Salvini: ”Di Maio è leale, coerente, serio e affidabile. Io ho firmato un contratto di governo per cinque anni:e mantengo la parola data”.Berlusconi:”Prima di quel patto Salvini ne aveva sottoscritto uno con noi, un programma preciso che sottoposto al voto degli italiani aveva premiato il centrodestra…”. Traditore? Gli chiede l’intervistatrice Myrta Merlino. «Non voglio usare parole che non sono mie». Lo manderebbe a quel paese? «A volte sì. Ma sono costretto ad avere un buon rapporto con lui affinché capisca che i “grillini” stanno mandando a rotoli il Paese. Vogliono imporre una tassa patrimoniale, imposte altissime sulla casa, tassare le donazioni e le eredità, sono i veri comunisti di strada. Si sono impossessati dei dicasteri economici. E Salvini in questo ha le sue responsabilità».
Salvini che non batte ciglio e tira dritto; Berlusconi ha l’aria cupa di chi chiamerebbe un esorcista in grado di liberare il leader leghista dal demone «dimaiese». Il problema è che sì il governo gialloverde è diviso su tutto e che, escluse da Mattarella elezioni anticipate, bisogna comunque arrivare alle Europee: tre mesi ancora. Con Salvini dai sondaggi dorati (33per cento), il Cavaliere sotto il 10 per cento, Di Maio in regresso ma bastante a confermare nel caso questa maggioranza. E Fratelli d’Italia in crescita tale da consentire un ipotetico governo a due. Quindi con Salvini che potrebbe avere a disposizione non due ma addirittura tre forni. E’ facile immaginare che le inevitabili elezioni anticipate all’indomani delle Europee manderanno in soffitta la struttura dell’attuale centrodestra. Oggi Salvini e Berlusconi son tra i pastori sardi in gara di «balentìa», di potenza elettorale: domenica si vota per eleggere il governatore dell’isola. “Balente” Matteo promette di risolvere la questione del latte sottopagato ai produttori. “Balente” Silvio fa sapere che il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha già pronta la soluzione per valorizzare e vendere i prodotti della pastorizia sarda in ogni angolo del vecchio continente. Oltre cento altre cose, ci si può dividere anche sui latticini.