Sei in Archivio

EDITORIALE

Cinque Stelle sempre più in stato confusionale

di Stefano Pileri -

18 febbraio 2019, 14:01

Cinque Stelle sempre più in stato confusionale

Comunque vada a finire, la consultazione on line avviata dai Cinque stelle per decidere come votare su Salvini nel caso Diciotti è il miglior esempio della situazione in cui da qualche tempo versa il Movimento. Beppe Grillo che dei Cinque stelle sarebbe il garante, l’ha spiegata a modo suo: «Se voti sì vuol dire no, se voti no vuol dire sì». Una critica inaspettata per sottolineare quanto è confuso il quesito proposto sulla piattaforma Rousseau. Ma la parte più dura dell’attacco di Grillo è arrivata subito dopo con una dotta (e non proprio chiarissima) doppia citazione: «Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!». Senza entrare troppo nei dettagli e cercando di interpretare al meglio il Grillo pensiero, si può dire che il garante vede un movimento avvitato su stesso, senza via di uscita e senza possibilità di scelta, come nel paradosso del comma 22 descritto dal libro di Joseph Heller. E per questo, in casa M5S, si cerca di uniformare pensieri e comportamenti degli altri alla propria idea, disprezzando chi ha maggiore talento. La sindrome di Procuste, per l’appunto.

Questa volta è davvero difficile dar torto a Beppe Grillo. Tra sconfitte elettorali e sondaggi che segnalano un costante calo di voti, fra voci sempre più forti di dissenso e improvvide gite a Parigi per stringere alleanze con i gilet gialli, gli esponenti del Movimento 5 Stelle, da Di Maio all’ultimo sottosegretario, sembrano davvero sempre più in stato confusionale.