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In Pilotta rivive per i nostri abbonati il mito dell'Antelami

19 febbraio 2019, 17:40

In Pilotta rivive per i nostri abbonati il mito dell'Antelami

È uno dei grandi capolavori dell’arte italiana nella fase di transizione tra il romanico e il gotico: ma ha ancora molti segreti tutti da scoprire. In Pilotta, domani sera alle 21, Stefano Zuffi interverrà nella conferenza dal titolo «Tra cielo e terra: La Deposizione di Benedetto Antelami».

Datato appunto 1178 e firmato dallo scultore Benedetto Antelami, il grande bassorilievo raffigura il momento in cui le mani di Cristo vengono schiodate dalla croce: Giuseppe d’Arimatea sostiene il pesante corpo inerte. Ricca di precise iscrizioni e di intensi riferimenti simbolici, la lastra mostra una netta separazione tra i personaggi positivi, collocati alla destra di Cristo, e i malvagi, dalla parte opposta, con i soldati romani che si apprestano a tagliare la veste di Cristo per spartirsela.

L'evento - di cui è sponsor unico AcomeA Sgr (società di gestione del risparmio specializzata in fondi comuni) - è gratuito e aperto al pubblico previo ritiro del biglietto (un massimo di due biglietti a persona), fino ad esaurimento posti, negli orari di apertura della biglietteria della Pilotta. L'ingresso al pubblico è previsto alle 20,45 di mercoledì.

Per gli abbonati alla Gazzetta di Parma sono previsti dei posti riservati che potranno essere prenotati mandando una richiesta a marketing@gazzettadiparma.net. Solo chi riceve la conferma via email potrà usufruire del posto.

Benedetto Antelami, uno dei pochi artisti medievali di cui è possibile ricostruire l’identità e la produzione: la sua carriera si è svolta soprattutto in Emilia, tra Parma e Fidenza, e lo ha visto al vertice di una brillante e produttiva bottega di scultura, con la grande impresa della costruzione e della decorazione del Battistero adiacente al Duomo parmense. La «Deposizione» faceva parte probabilmente di un imponente complesso di sculture marmoree, che doveva comprendere un pulpito (successivamente smembrato) e la cattedra vescovile, tuttora presente in Duomo.