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EDITORIALE

Per Salvini i Cinque stelle si dimenticano il giustizialismo

di Vittorio Testa -

19 febbraio 2019, 13:34

Per Salvini i Cinque stelle si  dimenticano il giustizialismo

«Stai tranquillo, abbiamo agito in maniera responsabile: il governo siamo tutti noi». Già nel pomeriggio di ieri, un accorato e premuroso Luigi Di Maio rassicurava Matteo Salvini in attesa delle votazioni online da parte degli iscritti al Movimento 5 Stelle sul quesito se autorizzare o meno la magistratura a perseguire il ministro dell’Interno, accusato di sequestro di persona nella vicenda della nave Diciotti.

Di Maio e il ministro Toninelli peraltro da giorni andavano predicando agli iscritti l’opportunità di sottrarre la valutazione del caso-Salvini all’implacabile norma morale del Movimento, essere cioè sempre favorevoli a che i parlamentari debbano sottoporsi al processo, in considerazione del fatto che le decisioni prese dal ministro erano volte alla difesa dell’interesse nazionale.

Un punto fermo dell’osannato ‘’credo’’ giustizialista dei Pentastellati viene pertanto accantonato: giunti al potere si attestano a difesa del confine politico invalidabile dalla magistratura. Un decisione di vertice scaricata sugli iscritti ai quali attribuire la responsabilità della scelta nel caso di voto anti-Salvini.

Ma ora è facile prevedere un’ondata di scontento interno contro Di Maio reo di aver tradito il giuramento di immacolatezza fatto nell’era dei ‘’vaffa day”. Salvini salvo sorride, il vertice M5S dovrà mettere l’elmetto.